Turismo nel Luinese, c’è ancora molta strada da fare

Il forum organizzato dalla comunità montana Valli del Luinese fotografa un'area che non riesce a trasformare la propria economia da industriale a turistica

Qualcuno, il sottosegretario alla presidenza della Regione Raffaele Cattaneo, ha promesso di avere un occhio di riguardo per il Luinese qual’ora venissero presentati progetti seri per il turismo. Gli enti locali e gli enti privati del territorio si sono ritrovati per vedere se, in effetti, idee buone ce ne sono. Il forum tenutosi sabato scorso e organizzato dalla Comunità montana Valli del Luinese sui Programmi di sviluppo locale, i Pisl, è servito proprio a questo: tastare il terreno per tirar fuori dal cilindro le idee buone per un rilancio turistico del luinese. Unire lago e montagna è stato il leit motiv  di questo incontro e gli amministratori, incalzati da un Paolo Brosio capace di suscitare un dibattito acceso, ne hanno parlato.

Dai due sindaci di Laveno e Luino, al Consorzio turistico Varese e Provincia passando per gli enti montani il filo conduttore è stato come dotare l’area a nord di Varese di buone infrastrutture stradali che superino le vetuste e impraticabili per un turista strade esistenti. A partire dalla strada provinciale 69 che costeggia il lago e unisce Luino a Sesto Calende. Tutti si sono trovati daccordo nel dire che le strade, così come sono, non attirano il turista e la ferrovia non è in grado di sostituire questa mancanza. Su proposta dello stesso Paolo Brosio, poi, si è parlato di trenini o teleferiche che uniscano il lago alla montagna sul modello di quelli svizzeri in modo da spingere le persone a visitare le bellissime valli e i genuini e numerosi agriturismi anche tramite i numerosi percorsi di trekking attrezzati in questi anni dalla comunità montana. L’esempio, infatti, potrebbe essere la funivia delle Centovalli che avvicina il lago di Ascona con la montagna. 

A sei anni dall’inizio dei finanziamenti Obiettivo 2 provenienti dall’Europa, purtroppo, poco o nulla è cambiato e i fondi stessi sono stati utilizzati per molte iniziative, anche importanti e necessarie per il miglioramento dei paesi e delle città, ma che non hanno trasformato l’economia da post-industriale a turistica. I vari enti, però, si ritrovano nel 2006 senza un miglioramento della qualità e della quantità dell’offerta alberghiera, senza locali di tendenza o luoghi particolari per il divertimento e lo svago e, infine, senza grandi eventi catalizzatori durante i mesi estivi. Il pregio di questo forum è stato sicuramente quello di aver tracciato una via da seguire e che è quella di pensare in grande per questo territorio smettendola di vedere solo nel proprio orto. La nutrita presenza di enti provenienti dall’altra sponda del lago e dalla Svizzera è la prova del grande interesse che circonda questo paesaggio, come ha detto Brosio, dalla struggente bellezza.

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Pubblicato il 31 Maggio 2006
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