Dieci anni dopo, è ancora San Tito in festa

Ritorna in città la tradizionale rassegna decennale, nata nel 1926; in programma manifestazioni religiose, culturali e gastronomiche dal 9 al 19 settembre

La “Festa che Unisce”, è questo lo slogan scelto dal comitato promotore della lX° Festa Decennale di San Tito, compatrono di Casorate Sempione. Il comitato costituito dall’unione di Parrocchia, Pro loco, Comune, ha affidato alla classe V° D indirizzo Grafico del Liceo Frattini di Varese, attuando una sorta di sinergia tra scuola e territorio, lo studio del logo della festa sotto la guida della professoressa Vittoria Barone. Ma non solo in occasione della festa che si tiene ogni dieci anni. Il Comune e la Parrocchia hanno promosso con il liceo varesino la pubblicazione di un volume d’arte: “La chiesa dell’Assunta a Casorate Sempione”, edito dal liceo Varesino, che contiene studi degli ultimi cinque anni del corso di conservazione sullo “scrigno d’arte”, la chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta, dove è conservato il corpo del diacono e martire del V° secolo Tito. Il volume presentato nel gennaio scorso ha inaugurato idealmente l’anno delle festività di San Tito, posto in vendita dal Comune e dalla Parrocchia, il ricavato servirà a finanziare i restauri della chiesa. 

Il corpo del Santo, Tito, giunse a Casorate nel 1676 dal vescovo di Porfiria, in dono all’allora parroco Don Camillo Brabanti. Collocato in un’urna, opera dello scultore barocco Antonio Pino di Bellaggio, è stato da quell’anno oggetto della devozione popolare, anche grazie all’istituzione di una cappellania, con obbligo di messa perpetua. Nel 1926 il parroco Don Luigi Mariani, milanese d’origine, da poco giunto a Casorate vi trova una comunità depressa e divisa dal clima conflittuale e sociale del primo dopoguerra. Don Mariani allunga la chiesa, la rinnova, riinventa e rinfocola la devozione per il Santo patrono Martire Tito. Il paese così, ogni dieci anni da quell’anno, a settembre, si trasforma in un’unica via in fiore. 

Due o tre anni prima della festa, ogni casa, ogni laboratorio artigiano si trasforma in “un luogo segreto” dove gli abitanti di questa o quella via costruiscono centinaia, migliaia di fiori di carta e stoffa. La fantasia si scatena, sandaline e luminarie, strisce di fiori, narcisi, glicini, girasoli, papaveri, gerani ecc…, tutti rigorosamente costruiti a mano addobberanno le vie del paese per dieci giorni e più, splendido e fiabesco contorno alle cappelle edificate in più angoli dello storico paese.  Le processioni serali con il corpo del Santo, accompagnate dalla rievocazione storica, con cavalieri in abiti romani del tempo del martirio, di figuranti in costume seicentesco con la rievocazione di quando il corpo arrivò a Casorate, sono solo il momento devozionale e religioso di un vasto programma culturale, religioso, civico che per dieci giorni trasforma il piccolo comune del varesotto in un ricco luogo di spiritualità, d’arte, di cultura. Basterà ricordare dieci anni fa l’importante “Premio San Tito” che nel parco del centro “La Ruviscera” trasformò il luogo in museo all’aperto della scultura moderna, con opere di Bodini, Morandini, Somaini, Sangregorio, Campagna , Zanzottera, ecc.., tra i migliori e più famosi scultori italiani contemporanei. 

Le novità per questa lX° edizione saranno molte, oltre alla possibilità di gustare il tradizionale “Dolce San Tito”, sarà attivo il “Pala Tito”, tendone che ospita numerose manifestazioni, accanto ad punto di ristoro, il ristorante “La Scalinata”, appositamente allestito. Un banco di beneficenza con numerosi premi e una ricca lotteria accompagneranno l’evento. Un trenino express, sul quale i ragazzi della Scuola Media, appositamente preparati, faranno da ciceroni in erba, consentirà la visita guidata alle vie infiorate del paese. Mentre un Musical “Il sogno di Giuseppe”, preparato dal Gruppo Giovani dell’Oratorio inaugurerà, con il suo messaggio di fratellanza, la festa, la sera del nove settembre.

Prevista la presenza di uno spettacolo del gruppo di Nomadelfia, di artisti di strada e di molte attrazioni teatrali, musicali e di cabaret. Non mancano conferenze sui problemi del disagio giovanile e le problematiche della società contemporanea, tenuta da Don Mazzi e una serata dedicata a San Tito e alla sua epoca, tenuta da don Ennio Apeciti, docente di storia della Chiesa, durante le sere della settimana. Le arti visive saranno animate da mostre degli artisti casoratesi e non. Una particolare rassegna sarà dedicata ai documenti storici dal seicento conservati nell’archivio parrocchiale e alle collezioni d’arte casoratesi. Insomma , un menù raffinato , per tutti i gusti. La festa che unisce tutta la “gente” di Casorate, offre un esempio di cooperazione e partecipazione tra momenti laici e religiosi, in una lunga festa in cui tutti sono invitati a passeggiare in un tiepido settembre lombardo. 

Per conoscere la storia della festa di san Tito, e vedere il programma completo, visita www.festadisantito.it (il sito è in aggiornamento).

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Pubblicato il 17 Luglio 2006
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