«Gli studenti chiedono una preparazione seria»

La senatrice dei Verdi Comunisti Italiani Maria Pellegatta spiega le ragioni del sostegno al Ministro Fioroni per gli stanziamenti decisi in favore delle commissioni d'esame

 «Bene ha fatto il Ministro Fioroni a proporre il provvedimento e il Governo ad attuarlo: con questo atto che siamo chiamati ad approvare è stato consentito il regolare svolgimento degli Esami di Stato che si stanno concludendo in questi giorni». Con queste parole la senatrice dell’Unione Verdi Comunisti Italiana Maria Pellegatta ha giustificato il voto a favore del decreto con cui il ministro Fioroni definiva i fondi per il pagamento degli esami di Stato 2006 e delle pendenze precedenti.

 

«Gli Esami di Stato hanno coinvolto 500 mila studenti e decine di migliaia di insegnanti. Si tratta di un appuntamento importante per gli studenti italiani e per le loro famiglie.  Il precedente Governo proprio dall’Esame di Stato ha iniziato la sua opera negativa sulla scuola arrecando danni cui non è facile rimediare ».

«Se ripercorriamo sia pure in sintesi i provvedimenti assunti dal precedente Governo relativamente all’Esame di Stato possiamo intravedere chiaramente una linea , dei contenuti, un metodo dai quali è quali è necessario separarsi.

E appunto il programma dell’Unione e il nuovo Ministero, che torna a chiamarsi della Pubblica Istruzione, hanno già manifestato atti con il segno della discontinuità. La politica scolastica del Centrodestra è iniziata proprio con gli Esami di maturità: un taglio alle commissioni d’esame decisa nella legge finanziaria del 2001, senza alcuna discussione nelle scuole, cambiando le regole ad anno iniziato».

 

«Nessun coinvolgimento delle scuole dunque e , ripeto, cambiamento nel corso dell’anno scolastico.

Sono state cambiate le commissioni , ma è rimasta invariata la struttura dell’Esame di Stato entrata in vigore nel 1997 con il Ministro Berlinguer dopo una lunga fase di preparazione.

 Con le Commissioni tutte composte da insegnanti interni si sono forse facilitati gli studenti? Non crediamo e , in ogni caso , gli studenti italiani non hanno bisogno di simili facilitazioni, ma chiedono una preparazione seria e un titolo di studio che possa essere speso nel mercato del lavoro e della formazione.

Non gli studenti si sono facilitati , ma le scuole esamificio, presenti soprattutto nell’ambito delle scuole private, a danno delle scuole pubbliche e di quelle paritarie che esamifici non sono.

Con la riforma dell’esame di stato , che in realtà è stato un semplice provvedimento di illusoria riduzione di stanziamenti finanziari, sono state ridotte le possibilità di valutazione delle preparazioni culturali e professionali raggiunte e le opportunità di scambio di esperienze che costituivano le commissioni miste stabilite dalla riforma Berlinguer.

Riforma che peraltro aveva introdotto il criterio dei crediti scolastici e formativi che consentono di valutare la carriera scolastica e le esperienze di lavoro e culturali svolte dallo studente prima dello svolgimento dell’esame».

 

«Gli Esami di Stato così raffazzonati sono in vigore da cinque anni, troppi; i danni sono già elevati; va posto un freno : concordiamo con l’indicazione comunicata dal Ministro Fioroni proprio il giorno della prima prova scritta per un cambiamento che sara’ vigente già nella sessione del 2007, e il Ministro sappia che trovera’ nel nostro gruppo interlocutori attenti e leali, per costruire un esame di maturità serio e rigoroso, per eliminare gli esamifici, per ridare dignità al lavoro dei docenti e all’impegno degli studenti.

 Se gli Esami di Stato conservano una loro validità , se i Diplomi di maturità certificano competenze culturali e professionali acquisite , il merito è della scuola italiana.

 La gran parte degli studenti ha compreso che l’abolizione del valore legale del titolo di studio, a cui avrebbe condotto inevitabilmente la riforma Moratti, è un inganno : si sarebbero trovati ancora più soli nel mercato del lavoro accompagnati della favola berlusconiana dell’arricchimento facile e della realtà dura del lavoro precario».

 

«I docenti in questi cinque anni hanno visto umiliato il loro lavoro e hanno avvertito un messaggio di inerzia e , francamente , di qualità scadente e irricevibile.

 Colpire la scuola , favorire gli esamifici, lanciare un messaggio di lassismo è stato ed è un grave errore».

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Pubblicato il 13 Luglio 2006
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