Monvalle, una storia antica
Sabato 22 luglio sarà presentato l'elegante volume firmato da Annalisa Motta e Gianni Pozzi. Segue un concerto con Elsa Albonico e il Trio Zuffi
L’antico cortile del Palazzo Municipale di Monvalle, in passato già dimora dei notabili del borgo, ospiterà alle 21 di sabato sera, 22 luglio, la presentazione del volume “Monvalle, una storia antica”. La serata proseguirà quindi con il concerto della cantante popolare Elsa Albonico accompagnata dal Trio di Stefano Zuffi.
La pubblicazione, voluta dall’Amministrazione Comunale, è stata affidata a due storici locali, la giornalista Annalisa Motta e l’architetto Gianni Pozzi, non nuovi a ricerche archivistiche e documentarie sulle realtà del Verbano e dalla Valcuvia.
Passando al setaccio con pazienza e determinazione gli archivi del Comune e della Parrocchia e allargando le ricerche agli archivi diocesani e a quelli di Stato, della scuole e delle associazioni fino alle fonti giornalistiche e ad alcune interviste, gli autori sono riusciti a tracciare una storia del paese e della sua comunità ricca di notizie, personaggi, aneddoti e curiosità (tra cui i ciak per il film "Io tigro, tu tigri, egli tigra" con Renato Pozzetto – foto sotto). Al volume, interessante e di piacevole lettura, ha contribuito con un capitolo sull’origine del nome anche una giovane studiosa monvallese, Lorenza Cattalani.
«Le vicende del borgo in riva la lago» spiegano gli autori «incominciano a essere documentante nel Medioevo, quando troviamo Monvalle raccolta intorno a una rocca fortificata, con una popolazione dedita alla coltivazione dei campi e alla pesca. Nei secoli del dominio spagnolo emerge la famiglia dei Besozzi da Monvalle, funzionari militari al servizio dei Borromeo, tra i quali si annoverano parecchi canonici e parroci. Monvalle diventa parrocchia autonoma grazie a san Carlo Borromeo alla fine del ‘500. Nei secoli seguenti, con la dominazione austriaca, abbiamo le prime mappe catastali del paese, caratterizzato da piccoli nuclei abitativi ben distinti tra loro. La maggiore proprietaria di stabili e terreni diventa la famiglia dei conti Durini di Monza: una presenza che si protrarrà fino al secolo scorso, determinando una stagnazione economica sbloccata solo nell’ultimo dopoguerra.
Il secolo XX è caratterizzato dalla creazione del famoso Lido (foto in basso), ad opera della Pro Loco, che apre la strada a una nuova opportunità, quella del turismo prima locale poi internazionale. Infine, a partire dagli anni ’60, Monvalle vede una fioritura industriale e artigianale senza precedenti, grazie alla laboriosità e alla creatività dei suoi abitanti e anche all’apporto di tanti immigrati che qui sono stati accolti e integrati in modo esemplare».
Le vicende di una piccola realtà però non si comprendono se non si inseriscono nella storia più vasta; questo è stato uno dei compiti degli autori, come sottolinea nella prefazione il professor Angelo Mattioni, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università Cattolica e figlio illustre di Monvalle.
Il sindaco Silvio Riva e l’intera amministrazione hanno voluto e realizzato l’opera per non perdere la memoria «di tante persone, importanti non solo per aver ricoperto cariche o ruoli particolari, ma per aver contribuito, ciascuna con il proprio lavoro e le proprie capacità, ad essere ciò che eravamo, ciò che siamo e che saremo». Parole a cui fa eco il professor Mattioni: «Tradizione e progresso sono due categorie dello spirito umano; il senso complessivo di una comunità si coglie nelle generazioni che sono, che furono, che saranno; soltanto se si ha questa percezione si vive pienamente e degnamente il presente».
Il libro – oltre duecento pagine arricchite con moltissime fotografie d’epoca e d’attualità – sarà distribuito gratuitamente a tutte le famiglie del paese.
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