Dalla Regione un carico di medicine dirette a Beirut
Più di tre tonnellate di farmaci sono stati raccolti per i civili coinvolti nel conflitto tra Israele e Libano
E’ partito il carico di medicinali che
la Regione Lombardia ha raccolto a favore delle popolazioni civili
colpite dal conflitto di Israele e Libano. Si tratta di 3,5
tonnellate di antibiotici, antinfiammatori, farmaci e presidi di
primo soccorso provenienti dagli ospedali milanesi di Niguarda e Sacco
e dai "Riuniti" di Bergamo.
Il carico sarà trasportato a Brindisi per essere imbarcato su una nave
(probabilmente la San Marco) che raggiungerà il porto di Beirut.
"Regione Lombardia – ha affermato il presidente Roberto Formigoni –
si è attivata, sin dall’inizio del conflitto, per soccorrere le popolazioni
civili sfollate sia di Israele che del Libano eprestare aiuti ai civili feriti
o sfollati di entrambi i Paesi. Abbiamo immediatamente stanziato 150 mila euro
per sostenere l’azione in loco delle ONG e della Caritas".
In Israele è in corso il Progetto Associazione di Terra Santa Ong: dà un
primo sostegno alle famiglie sfollate a causa del lancio di razzi
ad Haifa, Akko, Tiberiade e nei villaggi della Galilea, in collaborazione con
la Custodia di Terra Santa.
In Libano la Regione appoggia i progetti delle Ong COSV e AVSI
sostenendo circa 2.000 famiglie sfollate con la distribuzione di cibo,
acqua, kit igienici e sanitari secondo gli standard internazionali in
collaborazione con Caritas Libano e Fondazione René Mouwad. L’intervento
riguarda sia le aree del Nord (province di Tripoli, Zgharta, Akkar e Koura),
sia la zona di Beirut e Monte Libano, sia il Sud (villaggi di Marjayoun, Ain
Ebel, Rmeich).
Gli ospedali lombardi sono anche pronti ad accogliere 15 bambini
libanesi, accompagnati dalle loro madri, per essere curati.
"L’azione della Lombardia – ha sottolineato Formigoni
– è duplice: si interviene con forme di aiuto – in loco – ai feriti
civili israeliani, perché così hanno preferito le autorità di quel paese, e
si interviene ricoverando nei nostri ospedali alcuni civili libanesi.
Il fatto che si tratti esclusivamente di bambini accompagnati
dalle loro madri testimonia che Regione Lombardia ha voluto escludere la
possibilità di infiltrazioni indebite di qualsiasi tipo".
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