«Il comune compri la caserma Garibaldi e la sottragga al degrado»

La proposta di un acquisto ad un prezzo agevolato presentata dal capogruppo della Margherita Alfieri: «E’ oramai un’emergenza per la città»

La caserma Garibaldi (foto) è divenuta oramai un’emergenza per la città: perché non acquistarla a prezzo “scontato” e farci un polo culturale?
La proposta arriva da Alessandro Alfieri, capogruppo della Margherita in consiglio comunale che nella giornata di oggi, sabato 2 settembre, ha incontrato la stampa per presentare la sua ricetta per il rilancio dell’immobile di piazza Repubblica, ora di proprietà del demanio.
«L’edificio attualmente è in collasso statico: vuol dire che va a pezzi, è pericolante e quindi pericoloso – afferma Alfieri – . In più, come sottolineato dallo stesso questore, inizia a rappresentate un problema di ordine pubblico per le numerose persone che lo utilizzano come dormitorio, extracomunitari in particolare». Che fare allora?
«L’idea, che presenteremo nel corso del prossimo consiglio comunale sotto forma di mozione, è quella di interessare l’amministrazione all’ipotesi di acquisto dell’immobile ad un prezzo inferiore a quello di mercato, stimato oggi attorno ai 3 milioni e 900 mila euro – spiega il consigliere della Margherita . Per raggiungere questo obiettivo è possibile aprire una trattativa col Demanio, proprietario dell’immobile e facente capo al Ministero delle Finanze, e col Ministero di Grazia e giustizia: due dicasteri che hanno bisogno di spazi per gestire le sedi periferiche, vedi uffici finanziari e magazzino di Grazia e giustizia, che attualmente scoppiano”.
Partendo dal presupposto che un acquisto diretto da parte del comune rappresenti un’ipotesi chimerica perché troppo costosa, Alfieri propone di arrivare ad un acquisto sotto il prezzo di stima: così facendo l’immobile diverrebbe di proprietà del comune, che si occuperebbe anche della ristrutturazione per spostare nell’ex caserma – oggi utilizzata come sede di tre associazioni di militari in congedop e come archivio – l’attuale biblioteca, accordandosi coi ministeri competenti affinché una parte della struttura venga adibita a magazzino».
Per il comune resterebbe un grande e più ampio spazio rispetto a quello di Via Sacco oggi adibito a biblioteca civica: una sistemazione decorosa in un’area a due passi dall’università, da un teatro «in modo tale da fare da piazza Repubblica, ultimamente in preda al degrado, una piazza dei giovani e degli universitari».
E qui arriva la "frecciatina" rivolta all’amministrazione leghista: «Mi chiedo come mai la Lega, conclude Alfieri – movimento che ha fatto della lotta all’immigrazione clandestina un cavallo di battaglia, faccia finta di non vedere le condizioni di vita degli extracomunitari che trovano posto all’interno dell’immobile per passarci la notte. Come mai in questo caso, per una struttura che è in pieno centro, si fa finta di non vedere?».

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Settembre 2006
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