Nuovo ospedale e Pronto Soccorso: la Fials chiede chiarezza
In una nota, il sindacato indipendente, prende posizione sui problemi dell'ospedale di Circolo
Riceviamo e pubblichiamo
La scrivente organizzazione sindacale intende fare
alcune doverose precisazioni su alcune posizioni che sono state espresse
nell’incontro sindacale del 12.09.06 con l’azienda ospedaliera macchi riguardo
ai problemi: 1) pronto soccorso e 2) carenza personale infermieristico e
riapertura posti letti.
La Fials presente al tavolo, come organizzazione
sindacale autonoma del lavoratori della sanità, ritiene che le dichiarazioni
fatte dall’azienda e l’impegni presi al tavolo, sono da considerarsi,
purtroppo, insufficienti e non convincenti.
Per primo, l’annoso problema del pronto soccorso. Situazione
che si trascina da più di un anno. Sono stati fatti accordi che dovevano porre
riparo o quantomeno ridurre i disagi del personale; del tutto disattesi per
impossibilità e situazioni contingenti che hanno fatto sì che gli accordi non
fossero rispettati. La Fials aveva da sempre ribadito la propria perplessità
sulla buona riuscita di questi provvedimenti ritenendoli soluzioni “tampone” al
punto da non firmare l’ultimo accordo, fatto in luglio, che riguardava alcune
soluzioni che avrebbero dovuto far superare l’emergenza estiva e che invece si
sono dimostrate fallimentari. Ora, dopo averle tentate tutte, le speranze di
una definitiva risoluzione, secondo quanto affermato dall’azienda, sono riposte
nel nuovo ospedale. Anche su questo esprimiamo forte perplessità. Visto che il
problema nasce da molto più lontano, da quando negli anni passati si è avuto
un graduale depotenziamento delle strutture sanitarie periferiche, vedi Cittiglio e Luino, che erano un naturale polmone per l’ospedale di Varese.
Secondo, la carenza infermieristica. Ebbene l’azienda
ha richiesto, nota del direttore generale, l’autorizzazione alla regione per
assumere 159 nuovi infermieri ed altre figure, questo per consentire l’apertura
del nuovo ospedale. Anche in questo caso la fials esprime forte perplessità,
in quanto negli ultimi tempi ci sono state numerosi dimissioni sia di personale
o.s.s. che infermieristico visto le scadenze dei contratti che sono stati, in
parte, rinnovati andando di fatto ad aumentare il saldo in negativo tra entrate
e uscite di personale necessario al funzionamento dei reparti, vedi la chiusura
dei posti letto.
Pertanto la domanda è: i 159 nuovi infermieri
saranno sufficienti a garantire l’apertura del nuovo ospedale visto che
l’attuale dotazione organica non è in grado di garantire, ad oggi, neanche il
funzionamento dell’attuale ospedale? E poi cosa dire del piano regionale delle
assunzioni per il triennio 2006-2008 che prevede per l’azienda ospedaliera
“macchi” una riduzione di personale anziche’ di un aumento. Dov’e’ la verita’!! Poi tutto si puo’
dire e affermare. I numeri si leggo non si interpretano.
Infatti l’unica cosa certa e concreta e che la
riapertura dei posti letto non c’è stata, se non per l’area internistica con i 37 posti letti che in caso necessità
dovrebbero essere utilizzati anche dal pronto soccorso in modo da ridurre i
tempi di attesa e di ricovero. Quindi, di tutto di più.
A ottobre si dovrebbe fare una ulteriore verifica se
riaprire o no altri posti letto.
Tenendo conto della situazione attuale e possibili
scenari, vedi anche la possibile fuga verso la pensione, data la situazione di
incertezza, crediamo che dovremmo parlare di una richiusura di posti letto piu’
che di una riapertura. Allora è tutto oro quello che luccica? Pare proprio di
no!!.
Per questo la Fials sollecita l’azienda a procedere
alle assunzioni quanto prima, ad esempio del personale o.s.s. visto c’è una
graduatoria in vigore, e già questo sarebbe una boccata di ossigeno per gli
operatori in servizio. Accelerare le
procedure di concorso per gli infermieri altrimenti rischiamo di perdere queste
professionalità che in alternativa vanno verso altre strutture sanitarie.
Il tempo dei pagliativi è ormai finito, neanche
l’incentivo economico (vedi legge sirchia) per gli infermieri e altro
personale, che la Fials non ha firmato come accordo, non sono più sufficienti
per garantire il funzionamento dell’ospedale. I lavoratori hanno bisogno di
risposte concrete e certe.
Aspettiamo fiduciosi i prossimi incontri.
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