Pietà per la piccola Maria
Riflessioni a metà fra sentimento e memoria: l'Italia, la Bielorussia, la politica del tempo che fu, e una bambina che non vuole perdere i soli genitori che l'hanno amata
Riceviamo e pubblichiamo
“Abbiate
pietà” L’appello passato questa sera ai
telegiornali è stato una cosa straziante: “abbiate
pietà per Maria”. Sarà perché sono
diventato vecchio, ma è la quarta volta che mi è
capitato di piangere nel corso della mia vita.
La
prima volta che piansi era il giorno del ritrovamento del cadavere di
Aldo Moro ucciso dalle BR. Ero il segretario della sezione del P.C.I.
di Induno Olona. Mi trovavo solo nella mia sezione, sopra il circolo
familiare in quel pomeriggio quando da poco la televisione aveva
diffuso le immagine crudeli di quel cadavere rannicchiato nella R4
rossa. Fuori pioveva che Dio la mandava.
La
seconda volta fu a Roma, ai funerali di Enrico Berlinguer a cui ho
voluto partecipare con tutta la mia famiglia, con Matteo e Sara, i
miei figli che allora avevano rispettivamente 11 e 8 anni.
Poi
piansi alla morte di mia madre, dopo un lungo e straziante periodo di
malattia.
Dopo
una militanza nel P.C.I. mi sono ritrovato quasi per caso, a far da
presidente al comitato che qui a Induno Olona ospita i bambini di
Cernobyl e ho dovuto toccare con mano i grandi successi che ci
venivano raccontati nelle nostri sezioni dal socialismo reale. Se
penso che a questo partito ho dato vent’anni della mia vita con il
rischio che avremmo potuto trasformare anche l’Italia nella
Bielorussia di oggi, mi vengono i brividi. Certo, noi eravamo diversi
da loro, ci siamo per fortuna riformati, ma quanti pericoli abbiamo
fatto correre a questo nostro Paese. Tante volte penso che questo mio
impegno sia una sorta di espiazione di un grande peccato di gioventù
e dei danni che questo impegno avrebbe potuto provocare. Oggi amo i
bambini della Bielorussia per dare a loro una possibilità di
riscattarsi.
Ma
al tempo stesso provo un’angoscia e una rabbia: ora sono quasi
vent’anni che non sono più iscritto ad alcun partito. In
Italia siedono nel nostro governo tanti ex comunisti e tanti che si
considerano ancora tali. Ma come è possibile mandare i nostri
militari a farsi ammazzare in Medio Oriente e dimenticarsi, nella
costruzione dell’Europa, della Bielorussia? E’ possibile che tra
i tanti Cossutta, Occhetto, D’Alema, ecc. ecc. non sia mai stato
uno che abbia avuto il coraggio, tirando fuori tutta la retorica del
socialismo, di andare a parlare “da compagno e compagno”
con Aleksander Lukashenko per sdoganarlo con le buone, senza inutili
sanzioni, in Europa?
La
famiglia di Cogoleto con tanta buona fede, ha sbagliato. Le leggi e
le norme internazionali impongono il rientro di Maria in Bielorussia.
Ma come si può spiegare ad una bambina di 10 anni che ha perso
i genitori, che le leggi e le norme internazionali impediscono a lei
di vivere una vita normale con questa famiglia che la vuole adottare
e che ha dimostrato, pur nell’errore commesso, di amarla più
di ogni altra cosa ? Perché non si fanno le leggi per tutelare
i bambini e i loro sacrosanti diritti? Ora la Bielorussia e il suo
Presidente devono dimostrare di avere un cuore: permettere a Maria di
ritornare per trascorrere le vacanze di Natale nella famiglia di
Cogoleto. “Abbiate pietà”.
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