Finanziaria, sarà un autunno caldo

I sindacati autonomi, al grido ormai bipartisan di "non facciamoci prendere per il cuneo", sono pronti allo sciopero generale contro la manovra per il 2007

Riceviamo e pubblichiamo il comunciato congiunto di Cnl, SinCobas e Sult, costituenti dell’SdL (Sindacato intercategoriale dei Lavoratori) che contesta le scelte in materia finanziaria del governo.

NON FACCIAMOCI PRENDERE PER IL CUNEO!

Dopo
anni di leggi finanziarie improntate al taglio della spesa pubblica,
al contenimento dei salari e alla salvaguardia delle rendite o –
come nel caso dell’ultimo governo Berlusconi – addirittura
alla diminuzione delle tasse ai ricchi
, è impensabile
proseguire su questa strada perché significa peggiorare
ulteriormente la condizione economica e sociale di milioni di
lavoratori, pensionati precari e la distruzione di quel che
resta dei servizi pubblici.

La
finanziaria presentata dal governo Prodi prosegue invece in questa
direzione con pesanti tagli alla spesa pubblica e sociale, mantenendo
l’impostazione liberista in linea con le richieste dell’Europa
fondata sulla moneta. Così facendo, a pagare la riduzione
del debito pubblico e il rientro nei parametri imposti sulla nostra
testa dai Trattati europei saranno ancora una volta coloro che le
tasse le pagano da sempre alla fonte: i lavoratori dipendenti e i
pensionati.

La
manifestazione nazionale contro la precarietà del 4 novembre
prossimo assume quindi un ruolo importante rispetto al contenuto
fondamentale su cui i soggetti promotori si sono impegnati a
mobilitarsi:

STOP
PRECARIETA’ ORA! VUOL DIRE ORA, NON… DOMANI, FORSE!

E
mentre da una parte si taglia la spesa sociale dall’altra si
destinano risorse pari ad oltre 4 miliardi di euro in tre anni per
l’acquisto di nuovi armamenti!

Le
aspettative del mondo del lavoro rispetto ai provvedimenti che il
nuovo governo avrebbe preso nei loro confronti erano molte. La
delusione per le scelte concretamente operate è quindi
direttamente proporzionale.

Come
sempre giudichiamo dai fatti le scelte dei vari governi a prescindere
dal colore delle condizioni politiche che li compongono.

  • questa
    finanziaria non va bene

  • occorre
    cambiarne impostazione e contenuti perché la propagandata
    discontinuità con quelle dei precedenti governi sia fondata
    su provvedimenti concreti

  • a
    piangere, per ora, sono ancora i lavoratori

Serve
la mobilitazione di massa su proposte concrete che rispondano ai
bisogni ed alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.

Servono
iniziative di lotta in ogni posto di lavoro

SCIOPERO
GENERALE

Per
girare pagina e cambiare realmente la politica economica e sociale
del Paese.

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di aprile  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 09 Ottobre 2006
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