Formigoni: “Non auguro ad Alitalia di fallire, ma ci prepariamo”
Il Presidente della Regione Lombardia intervenuto al quarto forum nazionale dei Giovani Imprenditori della Confcommercio critico con la Finanziaria
E’ molto severo il giudizio del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla manovra economica del Governo. Davanti alla platea dei Giovani Imprenditori della Confcommercio, riuniti a Varese per il loro quarto forum nazionale Formigoni ha detto che «è una manovra tutta fiscale, che colpisce anzitutto piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, che sono una forza trainante del sistema produttivo – ha detto il presidente -. Una Finanziaria che non fa invece riferimento agli interventi strutturali necessari per promuovere uno sviluppo duraturo. Anzi, deprime i consumi e gli investimenti e, in definitiva, ostacola il rilancio di competitività dell’intero sistema produttivo». Conseguenze gravi secondo Formigoni per il settore tessile: «Il trasferimento all’INPS del 50% del flusso del TFR, che per alcuni settori come il tessile rappresenta una forma sostanziale di autofinanziamento – denuncia Formigoni – viene deciso in un quadro di incertezza sulla compensazione degli oneri finanziari dell’operazione e soprattutto in concomitanza con la soppressione del Fondo di garanzia per l’accesso al credito».
In calce all’incontro Formigoni ha anche toccato l’argomento
trasporto aereo: «Alitalia per salvarsi deve investire sul Nord: nessuno vuole che sparisca – spiega il numero uno del Pirellone -, ma ci dobbiamo preparare agli scenari peggiori. Non aspiro ad un abbandono di Malpensa, ma lavoro perché lo Stato faccia di Alitalia un’azienda che funzioni: gli italiani hanno già pagato abbastanza». Sull’ipotesi di creare una compagnia aerea del Nord, Formigoni rilancia: «Non auguro ad Alitalia di fallire – spiega -, altrimenti anche al Nord vivremmo tempi difficili. Se però si scegliesse di trasferire la compagnia a Fiumicino, cosa che non credo convenga al Paese, l’ipotesi di creare le basi per una forte compagnia con base al Nord è necessaria. Non si può fare in tempi brevi: servono prima alleanze con compagnie straniere interessate e che Alitalia lasci qui slot e personale. Se Alitalia si vuole salvare, le strategie non devono puntare su una svendita della compagnia, ma ad un’alleanza forte con vettori stranieri: non Air France, perché Parigi è il rivale naturale di Malpensa, mentre Francoforte potrebbe essere una soluzione. Ma dico no ad invasioni e colonizzazioni».
Per quanto riguarda i trasporti in generale, Formigoni chiede maggior impegno da parte del Governo: «Ho chiesto più volte che i fondi per il Nord vengano trovati: Brebemi, Pedemontana e tangenziale esterna servono al Nord Italia, ritengo che i poteri concedenti nei confronti di Autostrade passino dallo Stato alla Regione – prosegue Formigoni -. C‘è già un accordo sulla carta col Governo per questo, va poi trasferito in Finanziaria. In secondo luogo è opportuno che si crei un polo autostradale del Nord, per coordinare gli interventi. È poi necessario che gli introiti di Autostrade vengano reinvestiti nelle infrastrutture».
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