I “Pugni” di Grossi vincono il Premio Chiara
Il giovane autore toscano stravince. Tributo di Mogol a Piero Chiara

Da una parte l’euforia, naturale, del vincitore: interviste, sorrisi, foto, il mondo in pugno. Dall’altra la tristezza della sconfitta: l’attesa un po’ defilata, le strette di mano di circostanza, la consolazione reciproca.
La vita è tutto un ring, soprattutto per il giovane scrittore Pietro Grossi autore di “Pugni” (Sellerio) che con 99 voti ha messo al tappeto gli altri due finalisti del Premio Chiara 2006, Marco lodoli autore di “Bolle” (Einaudi) che ha raccolto 73 voti, e “Io odio John Updike” (Fazi) di GiordanoTedoldi, 15 voti. Un verdetto schiacciante quello espresso dalla giuria popolare composta da 200 lettori (187 le schede valide), ma non scontato. I tre finalisti, infatti, l’hanno spuntata su un gruppo di 90 titoli che secondo gli organizzatori erano tutti di ottima qualità.
Un bell’auspicio per i due scrittori più giovani, Tedoldi e Grossi, è arrivato dal critico Ermanno Paccagnini che ha ricordato come nell’albo d’oro del premio ci sono nomi di giovani diventati poi famosi, come ad esempio è successo a Laura Pariani.
Questa edizione del Premio Chiara è anche l’inizio di una metamorfosi verso “Il festival del racconto”, qualcosa di più che un premio letterario. A benedire il nuovo corso sul palco della Sala Napoleonica delle Ville Ponti, oltre alle anime del premio, Bambi Lazzati e Romano Oldrini, agli autori, e alle autorità, tra cui i l prefetto Roberto Aragno e l’assessore provinciale Giangiacomo Longoni, c’erano anche Mogol, il poeta della canzone leggera italiana, e Sarah Maestri, attrice e interprete del film campione d’incassi “Notte prima degli esami". Il paroliere di Lucio Battisti, introdotto dall’attore Checco Pellicini, ha confessato il suo amore profondo per Piero Chiara: «È il più grande narratore del ‘900 che avrebbe meritato il Premio Nobel. In Italia se non c’è un po’ di fumo non si diventa grandi. Lui invece era limpido e trasparente. Questo premio meriterebbe di diventare internazionale». La musica è nel destino postumo di Piero Chiara, visto che un altro grande della canzone d’autore italiana, Paolo Conte, gli ha dedicato tributi di affetto.
Sarah Maestri, la giovane attrice, ha detto di sentirsi orgogliosa quando qualcuno le ricorda che Luino era la patria dello scrittore: «La nostra città è piena di tanti artisti, ma aveva un solo maestro: Piero Chiara».
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