Piano socio sanitario, le considerazioni di Prc

Agostinelli: «Un piano privo del fondamentale requisito della programmazione»

Riceviamo e pubblichiamo


“Un piano che non è un vero piano, perché privo del fondamentale requisito della programmazione. Un piano che si limita esplicitamente a tracciare la cornice generale, demandando alla Giunta l’attuazione di ogni scelta concreta, con amplissimi margini di discrezionalità. Un piano che si pone in modo acritico nel solco della continuità con il passato, riproponendo un modello teso a intercettare sempre più la domanda di prestazioni e non i bisogni di salute dei cittadini”.
Così Mario Agostinelli, capogruppo del Prc, sintetizza le critiche al Piano socio sanitario 2006/2008 sul quale il Consiglio regionale ha avviato questa mattina la discussione.
“Il documento – prosegue Agostinelli – è costretto ad ammettere, in una serie di punti, l’inadeguatezza del modello: dalla inappropriatezza delle prestazioni, alla necessità di un riequilibrio tra ospedali e territorio, al riconoscimento che si è ormai giunti al limite della sostenibilità finanziaria. Ma non pone alcun tipo di soluzione che dia il segno del cambiamento, riconfermando in pieno i capisaldi del sistema: la separazione tra strutture ospedaliere e servizi territoriali, la parità pubblico privato, la competizione anziché la messa in rete, l’esternalizzazione dei servizi gestiti dalle Asl, lo sviluppo dei voucher e dei buoni”.
“A questo Piano – spiega ancora il capogruppo del Prc – abbiamo quindi presentato una serie di emendamenti con un duplice obiettivo: da un lato, eliminare quelle parti che riteniamo inaccettabili, a partire dalla reiterazione dei processi di privatizzazione sia tramite le fondazioni che, spendendo sulla base delle risorse disponibili, non possono certo garantire le cure necessarie a tutti, in contrasto con un modello universalistico, sia tramite il project financing che mira a vincolare l’offerta, le risorse e le risposte; dall’altro, laddove sono presenti timide aperture, rilanciare alcune nostre proposte che potrebbero imprimere una diversa prospettiva alle politiche socio-sanitarie in Lombardia, in particolare per i servizi territoriali”.
“Nel concreto – precisa Agostinelli – penso, per esempio, al rilancio del ruolo dei distretti e alla sperimentazione della Casa della salute che offra cure primarie e specialistiche di primo livello, servizi di igiene, prevenzione, consultoriali e informativi; penso alla valorizzazione dei medici di base con il sostegno alle forme associative dell’assistenza primaria; penso a una politica di distribuzione diretta dei farmaci, con l’aumento della quota di generici, per arrivare all’eliminazione dei ticket; penso alla garanzia di cure odontoiatriche gratuite per bambini e anziani; e penso, infine, che occorra occuparsi di più e meglio degli immigrati, anche privi del permesso di soggiorno, dei loro figli e della sanità nelle carceri, ancora molto carente”.
“Ciò che occorre – conclude Agostinelli – è una decisa inversione di rotta. E’ comunque evidente che riterremo positivo, poiché a vantaggio dei cittadini, ogni miglioramento in corso d’opera di un piano che certo non condividiamo nel suo impianto generale”.


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Pubblicato il 25 Ottobre 2006
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