Toglieteci tutto… ma non il pane di giornata
Quattrocento voti per il sondaggio su pagnotte e michette. Maggioranza di preferenze per il prodotto fresco ma poi vince la comodità del supermercato
Quasi 400 voti ricevuti in pochi giorni, con un plebiscito a favore del pane croccante e fresco che ogni mattina viene sfornato dai panifici di tutta la provincia.
Il sondaggio di VareseNews sulle preferenze dei lettori in fatto di pagnotte e michette ha dato il suo responso netto, Il 79% dei voti è andato a favore del "fresco dal fornaio", il 13% ha scelto il "fatto in casa" mentre solo il 6% sceglie il pane "prodotto al supermercato", quello per intenderci cotto sul posto a partire da forme prelavorate e congelate.
Le preferenze però non sono del tutto confermate al momento di acquistare il "pane quotidiano". Questione di comodità, di tempo da dedicare agli acquisti, di abitudine: la quota di mercato del pane prelavorato in vendita al supermercato è in crescita anche se dati ufficiali in provincia non ce ne sono. Quel che è certo però è il fatto che nell’ultimo decennio il numero delle licenze per panificazione è sceso da circa quota 450 alle attuali 330, quasi tutte di tipo artigianale.
Tra l’altro le ultime notizie in fatto di legislazione (cioè il "decreto Bersani" varato nella scorsa estate) non sembrano favorire i piccoli produttori, anche se nel Varesotto non ci si lamenta più di tanto. «Con il "Bersani" si è andati verso una liberalizzazione della produzione» spiega il vicesegretario dell’Associazione Panificatori di Varese, Franco Borroni «ma era prevedibile che alcune cose sarebbero dovute cambiare rispetto alla legge precedente (1002 del ’56). Si è abbandonato il vecchio criterio di concessione delle licenze legato a popolazione e presenza di altri panifici e si è usciti dall’egida di Camera di Commercio: ora sono i comuni a rilasciare i permessi. Da un lato è possibile che aprano nuovi complessi di grandi dimensioni che potrebbero mettere in difficoltà i piccoli laboratori, dall’altro però sono necessari forti investimenti e una professionalità che non si inventa da un momento all’altro».
Dal "decreto Bersani" arrivano anche buone notizie, come sottolinea lo stesso Borroni: «La nostra federazione ha gestito bene la trattativa con il Ministero. I panificatori hanno ottenuto risultati positivi come per esempio la possibilità di far consumare i prodotti all’interno dei negozi e l’introduzione della figura del "responsabile di laboratorio" che serve a garantire la qualità. Inoltre il Governo si è impegnato a risolvere entro 12 mesi alcune questioni: dalla denominazione di "panificio" alle normative per differenziare il pane fresco dalle altre tipologie. Quello del supermercato dovrebbe chiamarsi "conservato"».
Insomma, per gli amanti dell’alimento principe non si prospettano tempi cupi. Anzi, con un pizzico d’impegno sarà possibile scoprire prelibatezze sempre nuove (magari da acquistare nelle manifestazioni promosse dagli stessi Panificatori, molto attivi durante tutto l’arco dell’anno) e artigiani che tengono alta la bandiera della qualità. Senza dimenticare – giusto sottolinearlo – che il pane fresco è prodotto anche nei reparti di alcuni supermercati.
Tra il serio e il faceto: vi mettiamo il link di uno spezzone tratto dal film "Fantozzi contro tutti". Riguarda lo sfilatino: gli intenditori ricorderanno…
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