Whirlpool, due punti per ripartire

Varese-Avellino 88-68. Carter e Keys i protagonisti dopo l'intervallo quando i biancorossi fanno il vuoto. Esordio per Antonelli

La Whirlpool muove al quarto tentativo la propria classifica vincendo di larga misura (88-68) contro l’Air Avellino. Due punti fondamentali e importanti, anche se sarebbe troppo comodo pensare di aver risolto i problemi emersi contro le tre grandi. Da un lato è giusto sottolineare lo strappo deciso nella seconda parte di gara, firmato a più mani (soprattutto quelle di Carter e Keys), dall’altro è necessario ripensare a quei primi 20’ in cui un Avellino rimaneggiata è rimasta in partita e soprattutto ha dominato sotto i tabelloni, con ben 18 rimbalzi offensivi. Venerdì sera arriva a Masnago la corazzata Montepaschi, ancora imbattuta: servirà ben altra prestazione per compiere l’impresa.

COLPO D’OCCHIO – Varese risponde ancora “presente” alla chiamata della sua squadra in difficoltà: buon pubblico, curva piena, voce da spendere. Sopra la Sud c’è anche un folto manipolo di supporters irpini.

PALLA A DUE – Novità sulla panchina di Magnano: ecco i giovani Valenti e Marusic a completare l’organico al posto di Genovese e Gergati. Quintetto classico per la Whirlpool, Pecile inizia da riserva. Boniciolli presenta da subito l’ex senese Rossetti e ha a disposizione l’ex Benetton Lisicky.

LA PARTITA – Inizio volenteroso ma un po’ fuori giri per la Whirlpool che costruisce alcuni buoni tiri salvo sbagliarli. Il primo a segnare da lontano è Carter, mentre Strong e Darby tengono gli irpini avanti. Magnano chiama pressing e Keys e Galanda rispondono: 13-13. L’ingresso e i punti dei nuovi innesti Capin e Fernandez danno ai biancorossi un vantaggio minimo alla prima sirena, 20-16.
L’Air ottiene molto dall’ultimo acquisto, Peter Lisicky, sette punti in un amen e sorpasso al 13’, con la Whirlpool che ha sulla coscienza percentuali bassissime (1/9 da 3 all’intervallo). Galanda e Carter (contropiede) aprono un minibreak interessante anche perché Capel si carica del terzo fallo. Holland segna il +9, ma dura poco perché lo stesso americano si perde spesso in ricami al posto di puntare il ferro. Un suo canestro comunque fissa quota 38 (a 30) con cui Varese chiude la frazione.

Il vantaggio accumulato permette alla Whirlpool di giocare un po’ più sciolta: Carter la porta a +13 insieme a Galanda che comanda la difesa. Holland stavolta partecipa alla festa e i biancorossi volano sul 50-34, parziale interrotto da una tripla più casuale che voluta di Bryan. Un canestro che dà il la a una rimonta improvvisa anche perché Hafnar non ne imbrocca una contro la zona di Boniciolli. Dopo una tripla importante di Keys, Magnano è costretto a panchinare Fernandez al quarto fallo. Il play ci prende gusto e segna ancora da lontanissimo, così la Whirlpool va all’ultimo riposo sul 62-50.

IL FINALE – Si continua a far fatica: per Varese ogni canestro rimane una conquista e il punteggio resta in bilico. Un altro problema arriva da centro area dove Jamison e soci continuano a far legna. Carter e un assist geniale di Keys per Galanda riportano in alto Varese al 34’ (+14). Pecile e Jamison sono gli ultimi ad arrendersi, ma per una volta la Whirlpool può finire in crescendo con Keys ancora grande protagonista. Nel finale Magnano concede spazio anche al giovane Riccardo Antonelli, strappato al calcio in tarda età, all’esordio in serie A e subito a segno due volte dai 6 metri. Applausi anche per Carter che continua a colpire in attacco e piazza pure uno stoppatone su Maioli, 20 centimetri più alto. Finisce 88-68, Varese inizia a respirare.

IL PROTAGONISTA – Diamo atto di una cosa: Billy Keys è stato il giocatore che meno di tutti ha acceso la fantasia dei tifosi al momento dell’ingaggio. Eppure il play americano sta dimostrandosi acquisto valido: palle perse al minimo storico, gestione magari non brillante ma sempre attenta, voglia di fare. E anche contro Avellino sono passati da lui i possessi più importanti.

L’AZIONE – La giocata che scalda Masnago arriva al 33’, disegnata dalle mani di Keys, concrete ma anche geniali in certi casi. Quando cioè Varese dispone di una rara azione di contropiede nata da rimbalzo difensivo: Billy taglia il campo in diagonale, mira con lo sguardo in un angolo, poi spara un passaggio eccellente dalla parte opposta. La sfera è millimetrica per le mani di Galanda che sfrutta al meglio l’occasione.

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Pubblicato il 22 Ottobre 2006
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