Alterlist e il contratto “blindato” fra Comune ed Accam
Il movimento, rappresentato in consiglio comunale dalla consigliera ulivista Marta Tosi, critica l'indisponibilità della Giunta ad accettare modifiche al testo
Riceviamo e pubblichiamo
Desideriamo
precisare il senso della nostra posizione rispetto alla convenzione
ACCAM approvata durante l’ultimo Consiglio Comunale.
La
convenzione ACCAM è un atto di straordinaria amministrazione
che segnerà il futuro della città nel prossimo
decennio. Il metodo seguito per l’approvazione e i contenuti della
convenzione non ci sembrano all’altezza del tema in questione. Ci
pare si sia trattato il problema rifiuti in termini contingenti e
puramente riparatori.
Abbiamo
proposto emendamenti tesi a migliorare e rafforzare alcuni contenuti
per noi imprescindibili. Siamo infatti fermamente convinti che
qualsiasi discussione in materia di rifiuti non possa non tenere
conto, prima ancora della questione “come smaltire”, di ciò
che “a monte” costituisce l’origine del problema.
Abbiamo
quindi chiesto di includere nella convenzione l’impegno da parte di
ACCAM a finanziare e implementare politiche di sensibilizzazione sul
rapporto tra stili di vita, consumi e problemi legati allo
smaltimento dei rifiuti.
Avremmo
voluto misure volte a garantire il finanziamento di attività
che incentivassero la riduzione dei rifiuti, con il coinvolgimento
del territorio e delle sue associazioni attraverso il finanziamento
di progetti specifici.
Avremmo
voluto vincolare la trasparenza e la pubblicazione dei dati alla
produzione di un report annuale che verificasse lo stato di
avanzamento delle azioni “ambientali”, nonché attivare
Accam per la riconversione industriale.
Si
trattava dunque di proposte che non avrebbero stravolto l’impianto
contrattuale. Semplicemente puntavamo, oltre all’inclusione degli
aspetti di sensibilizzazione, a rendere gli impegni più
vincolanti, misurabili e verificabili.
Non
siamo contrari alla risoluzione del problema che sappiamo essere
sospeso da troppi anni. Anche noi avremmo voluto una svolta. Ma non
possiamo accettare una soluzione “a metà”, che non investa
davvero sull’altra faccia dell’incenerimento e cioè su
politiche di riduzione dei rifiuti.
Vi è
stato un grande interesse in consiglio comunale per le nostre
proposte, da parte del resto dell’opposizione, ma anche della
maggioranza: l’assessore Crespi ha proposto di accettarle come
raccomandazioni e il sindaco ha rafforzato la disponibilità ad
accoglierli come proposte che impegnassero la giunta ad attivarsi su
questi temi, addirittura ampliando i contenuti da noi proposti. Bene.
Ma se
sono piaciuti così tanto, perché non accoglierli come
emendamenti al testo?
Senza
nulla togliere alla buona fede del sindaco, alla sua disponibilità
e alla serietà dei suoi impegni, perché non accettarli
come vincolanti, inserendoli nel testo del contratto e non come
raccomandazioni, purtroppo deboli dal punto di vista della garanzia
che siano implementati ?
È
emersa con chiarezza, durante il dibattito, una questione molto
semplice: il testo del contratto era blindato, immodificabile. Se
questioni di tale importanza vengono trattate con questo tipo di
metodo, impedendo qualsiasi seria discussione, lo stesso Consiglio
Comunale è impoverito delle sue funzioni istituzionali. Esso
rischia di divenire il luogo in cui decisioni prese altrove sono
semplicemente ratificate.
Auspichiamo
che la maggioranza, dopo avere declamato in Consiglio Comunale il
valore degli emendamenti da noi proposti, voglia dare seguito a
quanto dichiarato.
Paolo
Zuffinetti – Presidente di Alterlist
Marta
Tosi – Consigliera Comunale dell’Ulivo
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