Competitività, Ulivo critico sulla legge
Tosi (Ds): «Quella approvata oggi in commissione è una legge ancora inefficace, soprattutto perché priva di strumenti di programmazione»
Riceviamo e pubblichiamo
L’Ulivo è critico sulla legge per la competitività ("Strumenti per la competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia") approvata oggi in commissione attività produttive del Consiglio regionale.
a cura di Ufficio stampa Ds
Secondo il consigliere regionale Stefano Tosi (Ds – Ulivo), infatti "la Lombardia ha bisogno di competere molto di più per stare al passo delle più evolute regioni europee, e quella approvata oggi in commissione è una legge ancora inefficace, soprattutto perché priva di strumenti di programmazione e di finanziamenti certi".
"Il sottosegretario Letta – continua Tosi – ha dichiarato martedì scorso a Brescia che se la Lombardia non aumenta il vigore della propria crescita, l’Italia non può raggiungere l’obiettivo di incrementare il Pil del 2% all’anno. La Regione deve fare di più, e in Aula chiederemo che si predisponga un sistema di interventi certo e verificabile, di istituire un osservatorio sulle liberalizzazioni e di inserire nella legge l’impegno per la lotta al lavoro nero e alla concorrenza sleale".
Critico anche Carlo Spreafico, consigliere della Margherita – Ulivo, che pure riconosce alla legge un merito importante. "Per legge non si aumenta la competitività – dichiara in consigliere -, quindi siamo di fronte ad un provvedimento quadro e di stampo mediatico che potrà avere effetti pratici sul sistema solo se collegato alla gestione del mercato del lavoro, del sistema istruzione e formazione e degli aiuti allo sviluppo dell’Unione europea. Tuttavia, rispetto al testo iniziale si è introdotto per la prima volta in una legge regionale il riconoscimento di una governance del sistema economico che assume il Patto per lo Sviluppo e i Tavoli Territoriali di Confronto provinciali. E’ la più importante innovazione da alcuni anni rispetto all’impalcatura centralista della Giunta e poco attenta al ruolo delle parti sociali e del territorio. Tra i punti più deboli della legge – conclude Spreafico – vi è invece lo scarso riconoscimento al ruolo del capitale umano nella gestione del sistema lombardo".
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