Giovani e teatro: ed è subito amore
Domenica 3 dicembre va in scena "(As)Saggi teatrali", frutto del laboratorio teatrale diretto da Anna Bonomi
Che cosa succede quando la passione di tutta una vita incontra l’entusiasmo di un gruppo di giovani? Chiedetelo alla professoressa Anna Bonomi: da sempre innamorata del teatro, passione che l’ha portata in gioventù a collaborare con il grande Giorgio Strehler, è stata pioniere del laboratorio teatrale nelle scuole di Varese, a partire dalla storica esperienza con il liceo classico Cairoli. Oggi dirige la scuola di teatro "Città di Varese" e sta per portare a termine il suo ultimo progetto, questa volta sbarcato in Valcuvia; il corso teatrale di Cassano è un laboratorio creativo destinato ai giovani, che si concluderà a dicembre con una serata all’interno della rassegna "Dietro le quinte in Valcuvia".
"(As)Saggi Teatrali" il titolo dello spettacolo, che andrà in scena domenica 3 dicembre alle 17, presso il teatro di Cassano Valcuvia: si tratta di due atti unici di Cechov, "L’orso" e "La domanda di matrimonio". Ma perché scegliere un autore impegnativo come Cechov per degli attori in erba? «Cechov intraprende un discorso sul teatro che mira a far sorridere e far pensare – ci spiega la prof. – è un teatro dei caratteri, con uno sguardo ironico sulla realtà. La scelta delle opere è stata fatta insieme ai ragazzi, che hanno accettato con entusiasmo questa proposta. E’ proprio l’entusiasmo la qualità migliore del gruppo, che non è un semplice "laboratorio", ma una comunità di giovani che si riuniscono per costruire insieme qualcosa».
Di certo non è la voglia di fare a mancare ai ragazzi: Augusto, Valentina, Arianna, Giorgia, Federica, Enzo (nella foto in alto, da sinistra a destra; dietro, Anna Bonomi e la sua collaboratrice, Simona Bramanti. Qui accanto la locandina di "Dietro le quinte in Valcuvia") sono tutti studenti universitari, pendolari tra la Valcuvia e Milano, che si ritrovano ogni giovedì sera per le prove. Tra un copione da studiare e un costume da inventare, i commenti sulla loro esperienza hanno il sapore della novità e della scoperta: «Il teatro tira fuori di te personalità che non avresti mai pensato di avere; non è che non esistessero: normalmente però sono represse», o ancora: «Il corso di teatro è stato un modo di lavorare su me stesso, con i vari esercizi di dizione e concentrazione. Pensavo che fare teatro significasse mettersi nei panni del personaggio, dirmi: che cosa farei se fossi…? Invece io devo essere quel personaggio. L’attore viene "posseduto" dal personaggio».
Insomma, un esperimento riuscito e che va oltre la semplice recitazione. Come ricorda Anna Bonomi: «Il teatro è comunicazione, pensiero, socialità. Fare teatro significa anche vedere i mali della società e agire in prima persona».
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