Il Del Ponte taglia cinque posti, neonato trasferito a Rho
Madre e figlio divisi dopo il parto perchè all'ospedale non c'era posto in neonatologia. Il primario Agosti: «Non abbiamo personale, siamo costretti a ridurre i posti»
L’arrivo di un figlio è sempre un evento gioioso.
Per la mamma di cui vi vogliamo raccontare la storia, però, l’arrivo del bimbo è coinciso con la sua immediata separazione. Per il piccolo sofferente, infatti, non c’era posto nello stesso ospedale e si sono aperte le porte della neonatologia di Rho.
Vi riportiamo di seguito la lettera firmata che ci è arrivata in redazione
Martedì mattina verso le 10.40, ha partorito all’ospedale Filippo del ponte mia cugina. Dopo aver passato la notte in ospedale in attesa della nascita il parto è avvenuto spontaneamente ed è andato tutto bene. Peccato che ha partorito alla 35° settimana. Il piccolo ha quindi avuto problemi respiratori, cosa che può capitare quando il parto avviene all’ottavo mese. Purtroppo il reparto di neonatologia non aveva posto per il neonato che è stato trasferito all’ospedale di Rho. Risultato:la mamma è qui a Varese il bambino è a Rho.Domanda: come mai l’hanno fatta partorire a Varese quando c’era tutto il tempo per trasferirla altrove dove poi poteva stare con suo figlio?
Non è forse la madre la miglior incubatrice per il bambino? Anche ora che è nato non sarebbe meglio che avesse la mamma vicina anche solo per la marsupioterapia? E il latte materno così tanto prezioso chi lo darà al piccolino?
Mi risulta che il reparto di ostetricia e ginecologia sapesse della non disponibilità di posti. E non è l’unica a trovarsi in questa situazione.
Perché allora? Spero non capiti più, non auguro a nessuna mamma e a nessun bambino.
La decisione di separare madre e figlio non è stata presa a cuor leggero: «A noi costa tantissimo questa tipo di scelta – ha commentato il professor Massimo Agosti, primario del reparto di terapia intensiva neonatale – ma credeteci quando affermiamo che è stata la soluzione migliore. Il bimbo aveva bisogno di cure e attualmente il nostro reparto soffre di una carenza di personale sia medico sia infermieristico che ci costringe a ridurre i posti letto. La situazione è seria: noi siamo un’area di nicchia ma importantissima nell’area dell’emergenza neonatale».
La terapia intensiva neonatale in questo momento sta lavorando a "ranghi ridotti": a causa di carenza di personale ha dovuto chiudere 5 dei 20 posti letto accreditati.
Dall’ospedale fanno comunque sapere che in generale si mette al corrente la madre delle difficoltà del reparto di emergenza e della possibilità di trasferire il piccolo dove sarà curato nel migliore dei modi.
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