“Il nuovo multisala Impero non è un cinema muto”
La risposta della direttrice Paola Furega all'editoriale di Varesenews
Egregio Direttore,
in qualità di Direttore del Multisala Impero Varese desidero rispondere alle considerazioni contenute nel suo editoriale del 13.
Questione parcheggi: è sinceramente curioso addebitare il fatto di non avere pensato ai parcheggi a chi ha investito risorse così importanti in una struttura per la città.
Il Miv, rispetto ad altri Multisala della regione, ha l’indiscutibile comodità di essere nel cuore della città, ma anche di essere a pochi metri da un moderno parcheggio, in Piazza Repubblica, regolarmente utilizzato da tutti coloro che frequentano i negozi e i locali pubblici.
Inoltre i cosiddetti parcheggi “blu”, nelle principali vie del centro storico, sono assolutamente gratuiti dopo le venti, cioè negli orari serali del Miv, e nel fine settimana anche di pomeriggio (DEVO VERIFICARE).
I posti auto sono parecchi se riescono, la domenica ad esempio, a soddisfare le esigenze delle migliaia (sottolineo migliaia) di persone che frequentano i mercatini. Quanto all’ipotesi di una convenzione con l’autosilo di Piazza Repubblica riteniamo che ad avviare la discussione non debba essere la proprietà del Multisala, poiché è interesse dei gestori del maxi parcheggio prolungare l’orario di chiusura fino alle 01.00.
Il coinvolgimento di attori, registi, sceneggiatori o di quanti lavorano nel mondo del cinema è allo studio di questa Direzione, che tuttavia ha ritenuto di dover privilegiare l’apertura al pubblico in tempi celeri e di rinviare ad una seconda fase, che certamente ci sarà, la promozione del cinema e dei suoi protagonisti residenti sul territorio varesino.
L’inaugurazione voleva essere un momento di confronto e di apertura con la città, dove i protagonisti assoluti erano il Miv, i lavoratori che per due anni lo hanno fatto crescere e i futuri spettatori.
Quanto alla promozione del libro dell’amico Diego Pisati – che conosco da oltre vent’anni – suggerisco di chiedere direttamente a lui: c’è un accordo preciso che prevede la presentazione del volume ai primi di dicembre e la successiva promozione all’interno del Multisala. Parlare di cinema muto, francamente, mi è sembrato eccessivo: abbiamo tanti progetti per coinvolgere la città.
Dateci tempo, e magari qualche idea. Ne faremo tesoro.
La direttrice
Paola Furega
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Carissima direttrice,
l’apertura della multisala è un fatto molto importante e positivo per la città di Varese.
Molti cittadini apprezzano la scelta del geometra Caravati di investire risorse e tempo in quest’opera. Sappiamo quanto fosse anche un suo sogno personale.
Le premesse perché il nuovo cinema abbia un bel successo ci sono tutte. Questi gli auguri. A volte i cittadini sono iper critici e sembra quasi che non aspettino altro che trovare qualcosa che non va per farlo notare. Ma questo conta poco, perché le loro critiche sono importanti e servono a migliorare. Non sta a noi dare tempo perché non serve a nulla fare polemiche. Però qualcosa non va e di probelmi ne esistono diversi sia rispetto a questioni tecniche che organizzative. Ho già usufruito del cinema come spettatore lunedì sera. I problemi di audio sono gravi, così come quelli del mancato spegnimento delle luci, come la messa a fuoco delle immagini. Siamo però sicuri che questi aspetti verranno migliorati. Certo non è una bella pubblicità, però serve pazienza e i contrattempi sono normali.
Quello che invece lascia qualche preoccupazione sono le altre cose. Perché tanta fretta? Dopo due anni di lavori era proprio necessario inaugurare uno spazio così importante senza aver fatto una vera strategia di comunicazione e al tempo stesso aver coinvolto quanti più soggetti possibili?
Se si passa di fronte all’ingresso si rimane colpiti dal pressapochismo. Locandine appese dove capita, fogli con gli orari appiccicati ai vetri e così via. Bar chiuso.
Lei chiede idee. Noi abbiamo già avanzato proposte e lo continueremo a fare con uno spirito positivo perché questo è importante per la città e per i cittadini, oltre che per voi che gestite il cinema.
Fare male la comunicazione è come aprire un bel negozio in una vietta buia di periferia e poi, oltre tutto, non farlo sapere a nessuno.
Il tempo per recuperare queste "sviste" c’è tutto, ma occorre pensarci.
Il direttore
Marco Giovannelli
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