In edicola “Made in Varese”
La rivista specializzata che classifica le prime mille aziende del Varesotto
Il “made in Varese” persevera nei suoi movimenti ad elastico, un anno no e un anno sì, e nel 2004 si rimette in corsa raddoppiando gli utili a 233 milioni ed espandendo i ricavi di slancio oltre i 21 miliardi.
Condizionati dal terzo pesante rosso consecutivo della Sea Handling, questi risultati magari non appariranno ancora conformi alle dimensioni e alle potenzialità del sistema economico provinciale, ma nondimeno sono il chiaro segnale di un recupero in atto che avviene, come sottolinea il Presidente di Confindustria Varese Alberto Ribolla nell’intervista a made in Varese, sfruttando i veri punti di forza dell’imprenditoria varesina: un background consolidato che ha dimostrato di saper affrontare crisi anche più difficili di quella degli ultimi tempi e prodotti competitivi e qualitativamente all’altezza.
“Spinto dalle sue eccellenze e dai suoi punti di forza storici (metalmeccanica, chimica, farmaceutica, ma anche, perché no?, abbigliamento), il “made in Varese” – osserva Mario Zambetti, direttore della rivista che esce in 31 province del Nord Italia e perciò tiene sotto osservazione le province più industrializzate d’Italia con cui il “made in Varese” si confronta quotidianamente – riesce in effetti a tenere botta senza gravi declassamenti, in ambito regionale, al marcato dinamismo delle altre provincie industrialmente “forti” della Lombardia soprattutto pedemontana quasi tutte caratterizzate da una grande vitalità, Bergamo e Brescia in testa”.
A dirlo è la nuova edizione di made in Varese, da oggi in edicola con le graduatorie ed i bilanci 2004 delle 1.003 società leader.
Aziende da copertina
In prima pagina, con la foto del Presidente Ribolla, i nomi che spiccano sono quelli delle 7 Star con la S maiuscola, cioè le imprese con le performance migliori, vale a dire fatturato oltre i 20 milioni, crescita dei ricavi annuali almeno del 20% e rapporto utile netto/fatturato superiore al 5%.
Eccole: Macchi, Rhea Projects, Foroni, Molla, Elmec Informatica, Fratelli Mara e Inticom..
Fanno loro corona, come titoli da copertina, le “Aziende dell’Anno” in base agli utili lordi: Agusta, Hexion Specialty Chemicals, Dama, Aermacchi, Foroni, Lindt&Sprungli, Econord, Iniziative Immobiliari, Eurojersey, Sicad, Usag e Eurofly.
Varese, Lombardia
Tra le 5.157 imprese localizzate in Lombardia (allargata a Novara) con fatturati 2004 di almeno 7,750 milioni la provincia varesina è sempre quarta sia per popolazione aziendale (546 imprese con fatturati superiori ai 7,750 milioni, quasi una settantina in più in un anno) che per volumi di fatturato e quinta per livello di utili assoluti.
Il “made in Varese” è penalizzato, in un mix che combina equamente meriti altrui e demeriti propri, nelle graduatorie della robustezza patrimoniale e della salute finanziaria dove passa in quinta posizione perdendo un posto nella classifica della patrimonializzazione in rapporto al fatturato con l’indice in calo da 29,70 a 26,36 e due in quella degli oneri finanziari con l’indice oneri/fatturato che passa da 0,24 a 0,67.
Perfetta stabilità di piazzamento per le industrie varesine, invece, nelle graduatorie dell’efficienza gestionale e del roe (redditività del capitale). Ù
Nel primo caso, con un indice cash flow/fatturato di 4,49 inferiore di mezzo punto al 4,85 dell’anno prima, Varese deve sempre accontentarsi del 12° e ultimo posto regionale mentre nel secondo caso, con un roe di 4,94 in crescita di quasi due punti Varese conserva il penultimo posto in Lombardia.
10 campioni, 993 campioncini
Bene le prime 10 società per risultato netto con l’utile 2004 a 183,8 milioni, già sopra il corrispondente ammontare del 2003 (158,2 milioni) e con la relativa fetta sull’utile totale provinciale in calo dal 147,7% del 2003 al 79,1% del 2004. Ma decisamente più brillanti le altre 993 imprese i cui utili aggregati aumentano in un anno di quasi il duecento per cento raddrizzando una situazione di forte squilibrio e rimettendo i conti in ordine: dalla perdita di – 51,1 milioni del 2003 si passa infatti all’utile di + 48,7 milioni del 2004 pari ad una quota del 20,9% del totale.
È una cura ricostituente generalizzata come emerge anche dal raffronto 2004/2003 tra universi di aziende in nero e in rosso. A realizzare utili sono 741 imprese nel 2003 (il 74%) e 758 nel 2004 (il 76%) con utili in netto aumento da + 373,6 a + 468,8 milioni, mentre chiudono con il segno meno 267 imprese nel 2003 (il 26%) e 245 nel 2004 (il 24%) con perdite in calo da – 266,5 a – 236,3 milioni.
I numeri di Varese
Questi, in sintesi, i “numeri” delle prime 1.003 imprese varesine, quelle comprese tra i 1.244,1 milioni della Whirlpool Europe di Comerio e i 4,3 della C.D.A. Varesina di Azzate e giù fino ai 2,1 della Gloria Artec di Samarate: fatturato 21.225,1 milioni; mezzi propri 6.048,5 milioni; risultato operativo 727,6 milioni; ros 3,43; ammortamenti 703,2 milioni; cash flow 935,7 milioni; oneri finanziari 155,9 milioni; imposte 392,6 milioni; utile netto 232,5 milioni; utile lordo 625,1 milioni; roe 4,00.
I leader
Pur costretta a giocare in difesa dall’aggressività del terziario, la meccanica (185 imprese) rimane il primo settore a Varese per dimensione (24,8% del fatturato) e soprattutto per risultato con l’utile in netta crescita a + 74,5 milioni rispetto ai più modesti 8 milioni dell’anno prima.
A fare la differenza non sono tanto i due big che guidano come sempre comparto e graduatoria provinciale, la Whirlpool Europe di Comerio (1ª, 1.434,9 milioni, + 8,9%) e la Agusta di Samarate (2ª, 879,0 milioni. – 9,1%), quanto le imprese di taglia media dove brilla la redditività della Macchi di Venegono Inferiore (76ª, 48,8 milioni, + 35,2%) e delle due Rhea di Caronno Pertusella, la Vendors e la Projects, rispettivamente 223ª (19,9 milioni, + 26,5%) e 165ª (25,2 milioni, + 23,1%).
Chapeau per le tre imprese meccaniche che in dodici mesi raddoppiano il fatturato, la Farè di Fagnano Olona che di slancio va su del + 133,8% (347ª, 12,5 milioni), la Haier (Italy) Appliances di Varese (291ª, 15,3 milioni, + 114,9%) e la brillante Gea Scambiatori di Calore di Monvalle (289ª, 15,6 milioni, + 106,3%).
Nessuna incertezza per la leadership nella chimica-farmaceutica (comparto in irrobustimento con 58 imprese, il 13,2% del fatturato e + 28,9 milioni di utile) dove la taglia della Novartis Farma di Origgio (3ª, 733,7 milioni, + 6,4%) regge senza problemi l’arrivo anche della Rohm And Haas Italia di Castronno (4ª, 365,4 milioni, – 1,2%) di cui fa invece le spese la Sadepan Chimica di Castelseprio (7ª, 189,5 milioni, – 1,7%).
La new entry Iniziative Immobiliari di Gavirate (5ª, 353,1 milioni) cambia fisionomia all’edilizia che approda nella Top Ten provinciale e raddoppia in un colpo solo le sue dimensioni e il suo peso nel “Sistema Varese” con 47 imprese, il 4,0% tondo del fatturato e utili in crescita di oltre il 50% a + 17,8 milioni.
Tiene la posizione d’onore, sull’onda di brillanti performance gestionali, la Bi&Di Real Estate di Varese (28ª, 94,1 milioni, + 117,0%) davanti ad un’altra delle molte debuttanti dell’edilizia 2004, la Cooperativa Assago Tre di Caronno Pertusella (98ª, 39,9 milioni)
Vertice tutto nuovo nel “varie”, un settore che decolla nel “made in Varese” 2004 con 101 imprese, l’11,1% del fatturato (oltre due punti in più da un anno all’altro) e una salutare inversione di rotta che riporta in terreno positivo il risultato anche se solo per + 6,0 milioni.
A fare la differenza è l’aeroporto della Malpensa che dà l’impronta al nuovo podio con, nell’ordine, la Eurofly di Somma Lombardo (6ª, 245,3 milioni, + 37,6%), la Sea Handling di Somma Lombardo (9ª, 177,4 milioni, + 8,0%) e la Lauda Air di Vizzola Ticino (13ª, 157,3 milioni, + 16,1%).
Si mettono in evidenza, disputandosi i primi posti nelle graduatorie di performance della crescita e dell’utile, la Econord di Varese (31ª, 88,4 milioni, + 4,4%, buona terza per redditività alle costole della Eurofly), la Livingston di Vizzola Ticino (34ª, 86,1 milioni, + 205,9% annuale, primato della crescita settoriale) e la new entry Neos di Somma Lombardo (43ª, 73,6 milioni) il cui debutto vale doppio perché vola più alto di tutti a livello di redditività.
Un commercio in salute che centra il raddoppio dell’utile (263 imprese, 20,8% del fatturato, risultato + 29,9 milioni) si dà una nuova guida con la Tigros di Varese (10ª, 163,0 milioni, + 30,5%) e la new entry Exergia di Varese (17ª, 136,5 milioni) che condividono la zona medaglie con la Orrigoni di Malnate (20ª, 123,0 milioni, + 22,6%). Viaggia tutta sola nella graduatoria della redditività in campo commerciale la L.G. Real Estate di Gallarate (299ª, 14,9 milioni, + 28,5%).
Fermo sulle sue posizioni con 24 imprese e il 4,2% del fatturato ma con un utile nettamente tagliato ad appena + 4,9 milioni, l’alimentare brinda alla leadership sempre dolce della Lindt&Sprungli di Induno (11ª, 162,5 milioni, + 9,9%), prima per dimensioni e redditività.
Le fa degna corona la Prealpi Industria Casearia di Varese (32ª, 86,3 milioni, – 10,1%) che soffia per un pelo il piazzamento alla Irca di Gallarate (33ª, 86,2 milioni, – 12,1%) che esce seconda dalla volata ma si consola precedendo con largo margine, anche nel 2004, la concorrente nella graduatoria della redditività.
Nelle materie plastiche (64 imprese, 5,4% del fatturato) che rivedono il segno più a livello di comparto con un utile di + 1,9 milioni, raddoppiano le over 100 milioni perché alla Industrie Ilpea di Malgesso (14ª, 152,8 milioni, – 1,3%) si affianca ora la new entry Alfatherm di Venegono Superiore (25ª, 100,7 milioni) con la Slimpa di Leggiuno (58ª, 59,0 milioni, + 1,0%) scivolata al terzo posto. Chi va più di fretta, nella plastica varesina, è nel 2004 la So.L.Ter. di Busto Arsizio, 440ª con 9,9 milioni, in crescita del + 40,0% tondo.
La sfilata dell’abbigliamento (34 imprese, 2,8% del fatturato, utile raddoppiato a + 22,6 milioni) è aperta ancora dal passo posato della Preca Brummel di Carnago (18ª, 130,1 milioni, – 0,6%) e da quello trionfale della Dama di Varese (22ª, 114,9 milioni, + 6,1%), sontuosamente prima per redditività, efficienza e robustezza, che si lascia sfuggire solo il primato della crescita appannaggio della Piero Zocchi di Samarate (546ª, 8,1 milioni, + 34,4%). Dopo le due big sfila la Missoni di Sumirago (55ª, 61,8 milioni, + 6,6%).
È una leadership a tutto tondo quella conquistata dalla Foroni di Gorla Minore in una metallurgia (84 imprese, 6,5% del fatturato) in grande spolvero con utili nientemeno che quasi quadruplicati a + 37,7 milioni.
La Foroni, punto di riferimento settoriale per dimensioni, lo è anche per redditività, efficienza gestionale e robustezza patrimoniale e delle quattro classifiche di performance lascia vuota solo quella dell’espansione dei ricavi dove primeggia la A.C.S.A. Steel Forgings di Oggiona S. Stefano (74ª, 51,0 milioni) con il suo + 65,9% annuale.
A cedere il primato della metallurgia è la Inda di Caravate (41ª, 76,3 milioni, – 4,7%) che finisce sorpassata anche dalla Utensilerie Associate di Monvalle (37ª, 83,4 milioni, + 5,4%).
Nel cartario/poligrafico (31 imprese, 1,6% del fatturato, utile giù ad appena + 0,8 milioni), scontato il primato della Munksjo Paper di Besozzo (61ª, 58,3 milioni, – 1,6%), le carte vanno un po’ all’aria dopo di lei con La Tipografica Varese (196ª, 22,3 milioni, + 5,6%) che sorpassa la concittadina Atem Si (206ª, 21,5 milioni, – 10,0%) mentre l’impresa redditualmente più brillante del comparto è la Cartografica Pusterla di Venegono Inferiore (318ª, 13,6 milioni, + 20,1%).
Nel segno della stabilità il gruppo di testa del tessile varesino (88 imprese, 4,4% del fatturato, utile stiracchiato di + 1,9 milioni) vede il podio al riparo dai colpi di scena e perciò con la Eurojersey di Caronno Pertusella (68ª, 52,7 milioni, – 15,5%), prima anche per redditività ed efficienza gestionale, davanti alla Mascioni di Cuvio (81ª, 47,9 milioni, – 14,8%) e alla Cervotessile di Varese (88ª, 45,5 milioni, + 3,2%).
Infine nel legno/mobilio (9 imprese, 0,3% del fatturato, unico settore in rosso con una perdita di – 1,0 milioni) la Arredi Tecnici Villa di Caronno Pertusella (231ª, 19,2 milioni) rafforza la sua leadership sull’onda anche dello sviluppo più consistente nel settore insieme alla Il Loft di Gallarate (473ª, 9,3 milioni) che si fregia con pieno merito, per il secondo anno consecutivo, del primato della redditività e dell’efficienza di gestione.
Tra le due primatiste debutta la new entry F.lli Salviato di Castronno (297ª, 15,0 milioni).
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