“Pover Crist Superstar”: le comari di Legnano, tra sogni e pensione
Tutto esaurito per la divertente commedia dialettale de I Legnanesi; le repliche sabato e domenica pomeriggio

Dura la vita delle pensionate di Legnano: i soldi non bastano mai e tirare la fine del mese è sempre un dramma. Meno male che c’è la Teresa, che prende in mano la situazione e decide di andare a Roma per chiedere aiuto direttamente al Papa…E così, in una piazza San Pietro con tanto di guardie svizzere – che, dovrà pur capirlo Giovanni, anche se sono svizzeri non vendono il cioccolato – esordisce Pover Crist Superstar, l’ultimo spettacolo dei Legnanesi andato in scena ieri sera al Teatro di Varese. Tre ore di divertimento puro, in cui la vita povera e semplice dei paesani di Legnano si scontra con le rutilanti scene dei sogni e dei desideri, spesso incarnati dalle stramberie della Mabilia, che non ne perde una pur di mettersi in mostra.
Difficile farsi valere però, se non si è “qualcuno”. Anche se Teresa (che nel frattempo è stata scacciata dal Vaticano da Ratzinger) e compagne tirano fuori tutta la loro grinta, inventandosi sindacaliste con tanto di bandiera del Che, la loro missione romana finisce in fumo: l’assegno di tremila euro del Ministero va nelle tasche di un furbacchione napoletano, in piazza per fare il gioco delle tre carte. Ai nostri non resterà che tornare a casa, a Legnano, per continuare i loro battibecchi e consolarsi con i sogni, sotto l’ombra della fonderia Franco Tosi: sono sempre e solo "pover crist". Mabilia, tra un balletto da varietà e l’altro, si improvvisa maestra di danza classica: chissà che presto non scopra nuove "veline", influenzata com’è dalla televisione e dalla voglia di apparire.
Pover Crist Superstar ci mostra per la prima volta una scena con Giovanni chiacchierone: tornati da Roma, la Teresa e il suo uomo devono riprendere la routine di sempre, e Giovanni si mette a raccontare tutta una serie di aneddoti – divertenti o amari – sulla fonderia dove lavora come povero operaio. E’ la prima volta (e l’ultima) che lo sentiamo fare un discorso così lungo, senza balbettare: a Legnano gli uomini hanno poca voce in capitolo, capaci come sono solo di tirare una carriola… Ricordiamo che I Legnanesi, compagnia nata per scherzo all’oratorio di Legnarello nel 1949, dall’idea del grande Felice Musazzi, furono tra i primi a portare in scena, con tono ironico e disincantato, i problemi e le storie di fabbrica degli operai lombardi. Anche in questo spettacolo, portato a teatro per la prima volta nel 1973, non mancano accenni all’attualità, con tante piccole punzecchiature a Prodi e alla sua manovra fiscale: dopo i sogni si torna alla nuda realtà, e allora, «Buona notte e buona Finanziaria a tutti».
I Legnanesi si confermano le “Superstar” del teatro dialettale: tutti e tre gli spettacoli in scena a Varese (venerdì 24 alle 21, sabato 25 e domenica 26 novembre alle 16) hanno fatto registrare il tutto esaurito. Oltre alla straordinaria bravura degli attori, ormai noti tra Varesotto e Alto Milanese, sono notevoli i costumi e le scenografie, che ci trasportano da piazza San Pietro agli interni delle case popolari di Legnano in un’alzata di sipario.
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