Quercia farnia, è necessario bloccare il suo deperimento

A dare l'allarme il Parco del Ticino con lo studio DEPFAR - Indagini diagnostiche sul deperimento della farnia nei boschi della Valle del Ticino

Il fenomeno del deperimento della quercia farnia è in continua progressione su tutto il territorio del Parco del Ticino ed in generale in Lombardia. Per salvaguardare la specie principe dei boschi planiziali è necessario attuare un costante monitoraggio dei sintomi e della diffusione, svolgere indagini approfondite ed intervenire sul territorio con azioni mirate alla gestione del fenomeno.
Sono le considerazione emerse nel corso dei convegni di presentazione dello studio “DEPFAR – Indagini diagnostiche sul deperimento della farnia nei boschi della Valle del Ticino” che si sono tenuti rispettivamente il 22 novembre a Milano (MI) presso la Regione Lombardia ed il 23 novembre a Pontevecchio di Magenta (MI) presso il Centro Parco La Fagiana.
Lo studio, svolto del Parco del Ticino dal 2003 al 2006 con il contributo della Regione Lombardia ed in collaborazione con l’Istituto di Patologia Vegetale dell’Università degli Studi di Milano e con l’Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria di Firenze, si pone come obiettivo la comprensione dell’origine e della diffusione del fenomeno, oltre che la formulazione di un’ipotesi sulla sua possibile evoluzione.
«La tutela del patrimonio boschivo – sottolinea Fabrizio Fracassi, Consigliere d’Amministrazione con delega a Boschi e Foreste – è da sempre una componente fondamentale della politica di protezione attuata dall’Amministrazione del Consorzio.Grazie alle numerose ricerche sullo stato di salute della vegetazione intraprese in questi anni con tecniche altamente scientifiche, il Parco del Ticino è stato in grado di affrontare prontamente il grave fenomeno del deperimento della farnia, componente fondamentale -insieme al carpino bianco- del tessuto connettivo dei nostri boschi. I dati raccolti nei precedenti anni hanno costituito un punto di partenza di grande valore scientifico su cui basare la nostra indagine, una conoscenza che grazie al progetto DEPFAR è stata approfondita ed implementata».
I due momenti di incontro e presentazione dei risultati rappresentano l’avvio di un dialogo proficuo con le istituzioni e lo sviluppo di un’azione di sensibilizzazione delle amministrazioni locali, delle associazioni e dei cittadini alla salvaguardia e tutela dei boschi del Ticino.

I RISULTATI
Per quanto complesso e ancora da valutare appieno, lo studio DEPFAR conferma che il fenomeno del deperimento della quercia farnia nel Parco del Ticino è già molto diffuso ed in continua progressione su tutto il territorio.
Dal 2003 al 2006 il Parco del Ticino ha potuto riscontrare un peggioramento dello stato di salute delle farnie in ben 31 stazioni di monitoraggio su 48 totali. Solo in due stazioni si è registrato un miglioramento delle condizioni.
Il nuovo scenario emergente richiede quindi il proseguimento del monitoraggio compiuto fino ad oggi  e l’approfondimento degli studi dal punto di vista entomologico e fitopatologico.
Dati i risultati è necessario inoltre prospettare un approccio gestionale del fenomeno con azioni mirate sul territorio quali la sperimentazione di interventi agronomici per il contenimento dei funghi, la selezione dei genotipi più resistenti e l’anticipo dei tagli di rinnovazione.
In realtà solo un approccio più ampio che consideri anche fattori fondamentali come il miglioramento della qualità dell’aria in Lombardia e la limitazione dei fenomeni climatici estremi causati dal riscaldamento globale potrebbe essere risolutivo.
«Molti traguardi sono stati raggiunti – sottolinea il Consigliere Fracassi –  ed altrettante sfide ci attendono. Il fenomeno di deperimento della farnia è in continua progressione sul nostro territorio ma il percorso di sperimentazione intrapreso dal Consorzio è solo all’inizio. E’ quindi estremamente importante garantire la continuità del monitoraggio e degli interventi. Il Parco ha già attivato un dialogo con gli Enti Istituzionali e in particolare con la Regione Lombardia per ottenere la collaborazione ed il sostegno necessari per donare un futuro ai nostri boschi».
La farnia rappresenta la “spina dorsale” dei boschi planiziali ed una sua scomparsa porterebbe inevitabilmente alla degenerazione di aree già fortemente pregiudicate dalla presenza di specie invasive ed infestanti come la robinia.

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Pubblicato il 24 Novembre 2006
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