“Vogliamo far pensare la gente”
La proposta culturale di 4 associazioni: Giuseppe Lazzati, Centro culturale protestante Dietrich Bonhoeffer, Kiwanis international club di Varese e “Città aperta”
Quattro associazioni unite per una proposta culturale laica e insubrica. Il progetto si chiama “L’occhio e lo spirito” e coinvolge l’associazione culturale "Giuseppe Lazzati", il Centro culturale protestante "Dietrich Bonhoeffer", il Kiwanis international club di Varese e l’associazione “Città aperta”. L’iniziativa ha tre obbiettivi: mettere in comune le rispettive conoscenze dei promotori, estendere la partecipazione a tutto il territorio insubrico, Svizzera compresa, e promuovere incontri toccando temi diversi.
(Foto, da sinsitra: Luigi Grandi, Gianluca Franchi, Simone De Clementi e Iuri Pallagrosi)
Il debutto, con un discreto successo, c’è già stato. Il 14 settembre scorso, infatti, a Varese si è tenuto il convegno “Occhi di donna. La donna biblica e la sua audacia vitale”. «Vogliamo cercare di andare oltre l’evento singolo per proporre una cultura diversa e più articolata, anche rispetto ai territori» dice Simone De Clementi, direttore dell’associazione Giuseppe Lazzati.
Il prossimo incontro, previsto per venerdì 10 novembre, dal titolo "Con occhi feriti" sarà dedicato alla medicina in guerra e ai bambini vittime innocenti dei conflitti: «vogliamo far pensare la gente. Come Kiwanis club sentiamo molto le problematiche relative all’infanzia. Infatti da due anni stiamo raccogliendo fondi da destinare ai bambini disagiati e cerebrolesi» sottolineano Gianluca Franchi e Luigi Grandi, rispettivamente vicepresidente e fast president del Kiwanis club di Varese.
Il vero aspetto interessante, oltre ai singoli temi che verranno affrontati, è il fatto che ciascuna realtà ha rinunciato ad un pezzetto della propria visibilità in favore del progetto comune. «Si collaborava già da anni – aggiunge Iuri Pallagrosi, presidente del centro “Dietrich Bonhoeffer”- ma bisogna insistere per uscire dal proprio orticello e ribadire l’eterogeneità della proposta culturale».
Il gruppo è aperto al contributo di altre associazioni o gruppi culturali. Le Acli provinciali non hanno perso tempo e hanno già dato la loro adesione.
Non esiste ancora un vero e proprio calendario ma di volta in volta si fisseranno date e relatori. Al prossimo incontro, dedicato alla medicina di guerra, alla sala Montini dell’Istituto De Filippi interverranno: Giusepppe Armocida, docente di storia della Medicina all’Università dell’Insubria. Franca Sciuto, esperta dell’Onu nel campo dei diritti umani, Mara Salmaso e Anita De Paoli, medici volontari presso l’ospedale missionario di Mutoy nel Burundi.
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