Bancarelle varesine “in sciopero” al mercato dei sapori
I produttori locali non sono andati "per protesta" alla prima edizione del mercato colocata in piazza Repubblica, invece che nel centro storico
E’ cominciato senza le bancarelle varesine il nuovo mercato dei sapori, l’ormai tradizionale appuntamento con il mercato alimentare fatto dai produttori locali, che fino a poco tempo fa riempiva il corso Matteotti e le vie adiacenti. Quello che era nato come vetrina per i piccoli produttori varesini, domenica 21 gennaio 2007 si presentava come un’appendice della fiera di sant’Antonio: diviso tra bancarelle di dolci e spazi per formaggi sardi, carretti siciliani e vini piemontesi.
Delle bancarelle locali, quelle dove i varesini andavano a comprare i formaggi di capra e il miele, il pane lievitato madre e la formaggella del luinese piuttosto che la verdura di Casbeno, non c’era nulla. Tra tutti, rimaneva solo un venditore di conigli di Rancio Valcuvia (nella foto) perché “aveva i conigli da vendere, non potevano rimanere lì”.
Gli altri invece si erano letteralmente ammutinati, a causa della nuova collocazione in piazza della Repubblica: un vero e prprio "sciopero del prodotto locale" che ha fatto mancare la parte più ricercata dai potenziali clienti.
“Scriva, scriva, che qui è un caravanserraglio” ha consigliato alla cronista la proprietaria di una delle bancarelle storiche – ancorchè non alimentare – del mercatino che si svolge ogni terza domenica del mese: a suggerire questa espressione colorita è l’impressione di accozzaglia che questo primo esperimento ha reato, concretizzandolo in pochi giorni. Ma a parte le decisioni, comunicate stando ai commercianti solo tre giorni prima del mercato stesso, è stata anche la collocazione più defilata a creare mugugni oltre al fatto che lo spostamento non è stato segnalato in corso Matteotti, il luogo dove la maggior parte degli avventori si aspettava ancora che fosse e dove qualcuno vagolava alla ricerca di bancarelle che non c’erano.
Tra gli habituè, la sensazione è che lo spostamento abbia tolto molto dell’aspetto suggestivo che il mercatino dei produttori locali aveva nel centro storico: per il momento poi ha fatto sparire pure i produttori locali, vero punto di riferimento degli “acquirenti della domenica”.
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