Case: boom degli acquisti tra gli immigrati

Una recente ricerca di Erif segna un nuova tendenza: gli extracomunitari comprano case piccole, fuori città ma nuove. Anche nella nostra provincia

Mentre gli italiani sembrano volersi allontanare sempre più dal mattone, preferendo l’affitto e rinviando continuamente l’acquisto di una “vera” casa, dove metter su famiglia, c’è un nuovo acquirente al quale questo mercato si rivolge. Gli extracomunitari.

Questa affermazione, che potrebbe destare sorpresa, è documentata da una recente indagine di Erif Real Estate, società di costruzioni con sedi in Lombardia e Piemonte e con un’attenzione particolare verso gli stranieri. L’azienda ha quindi rilevato una vera e propria inversione di tendenza.

Come ben evidenzia la ricerca del sito Vita, fino al 2005 gli immigrati hanno affittato principalmente immobili di fascia bassa, nei quartieri meno ricchi delle grandi città. Ora invece sembrano principalmente interessati all’acquisto di immobili nuovi, anche se più piccoli e collocati in provincia. Generalmente si parla di bilocali o trilocali, magari non di lusso, ma nuovi. In effetti, in favore della qualità dell’abitazione è diminuito il numero di metri quadrati generalmente acquistati, da 68 a 55.

Ovviamente gli extracomunitari non acquistano case nel centro di grandi città, perché come ci conferma Tecnocasa Varese, ad esempio, cercare una casa nuova in centro a Varese è un investimento che, attualmente, possono affrontare solo i cittadini italiani.

Ma spostandosi in mercati immobiliari nuovi, quelli dei paesi e della conurbazione, le probabilità sembrano aumentare: chiamiamo Tecnocasa Gazzada e la risposta alla medesima domanda è un netto sì, confermando in pieno la ricerca anche nella nostra provincia.

“Dimmi dove abiti è ti dirò quanto sei integrato”: la domanda è, a cosa si deve a questa inversione di tendenza? La prima risposta, forse più semplicistica, è che gli immigrati sembrano avere una maggiore disponibilità economica. Secondo un calcolo di Western Union Italia nel 2005 il reddito complessivo prodotto dagli immigrati sarebbe pari a 25,78 miliardi dei quali solo il 16% viene inviato nella patria natia, mentre il 62% viene impiegato in Italia e il 22% messo a risparmio, sempre in Italia. Sempre più immigrati portano i loro soldi in banca, e secondo la medesima ricerca la loro richiesta più frequente è proprio quella di attivazione di un mutuo per l’acquisto di una casa. Mutuo che oggi possono ottenere più facilmente, visto che le concessioni delle banche agli immigrati sono aumentate con una media del 30%.

Ma a parte il discorso economico, in questa inversione di tendenza, ne vale anche uno sociale. Anche nel nostro paese, infatti, sta crescendo il numero degli immigrati di lunga data. Questo gruppo sociale, evidentemente, non ha più la concezione di vivere nel nostro paese temporaneamente, accontentandosi di un affitto illegale o di condividere piccole stanze con altri immigrati. Chi può preferisce magari trasferirsi fuori città, magari in case più piccolo ma loro, nuove, e dedicate esclusivamente al loro nucleo famigliare.

Questo discorso, ovviamente, è da ritenersi valido solo per questo tipo di immigrati, perchè la cronaca locale ci insegna già come molti immigrati nuovi si trovino ancora costretti a condividere affitti illegali e in condizioni spesso disumane.

Secondo la ricerca Scenari Immobiliari 2006 nella sola provincia di Milano l’80% delle case nuove vendute, di piccolo e medio taglio, è stato acquistato da immigrati economicamente integrati, di lunga data. Alla fine del 2006 le compravendite di abitazioni riconducibili ad extracomunitari raggiungeranno il 16,2%.
Come dire: gli extracomunitari stanno risaturando un mercato, quello delle abitazioni nuove, che i cittadini italiani sembrano voler abbandonare.

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Pubblicato il 08 Gennaio 2007
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