Fido in passeggiata ma solo con guinzaglio e museruola

Tra le nuove misure decise dal ministro della Salute stop al taglio di coda e orecchie. Diciassette le razze considerate a rischio. Ecco quali

Il cane è il miglior amico dell’uomo ma è anche, per molti ma non per tutti, uno status symbol. E’ il caso di quei bellissimi e costosisissimi cani di razza di cui vanno giustamente fieri i padroni. Ebbene d’ora in poi non sarà più possibile passeggiare per il centro cittadino, facendo le "mitiche vasche" , con il proprio cane tenuto "solo" al guinzaglio, soprattutto se Fido pesa oltre i 40 chili.
Il provvedimento è stato deciso dal Ministero della Sanità ed è stato pubblicato ieri, lunedì 15 gennaio, sulla Gazzetta Ufficiale. Tra le novità di rilievo del provvidenimento, che modifica in parte il precedente, c’è appunto l’obbligo di guinzaglio e museruola per i cani nei luoghi pubblici:
la restrizione è maggiore (sia guinzaglio sia museruola) per i cani appartenenti alle razze (e incroci) a rischio.
Ma quali sono queste razze a rischio? Sono diciassette, eccole:
– American Bulldog
– cane da Pastore di Charplanina
– cane da pastore dell’Anatolia
– cane da pastore dell’Asia Centrale
– cane da pastore del Caucaso
– cane da Serra da Estreilla
– Dogo Argentino
– Fila brasileiro
– P
erro da canapo majoero
– Perro da presa canario
– Perro da presa Mallorquin
– Pit bull
– Pit bull mastiff
– Pit bull terrier
– Rafeiro do alentejo
– Rottweiler
– Tosa Inu.

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Cani “pericolosi” 4 di 14

Guinzaglio e museruola sono a tutela dell’uomo, ma l’ordinanza sulla "Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione da cani" contempla anche alcune norme che mirano a proteggere l’amico a quattro zampe: sarà vietato tagliare la coda, le orecchie e le corde vocali degli animali. Vietato l’uso di collari elettrici e l’addestramento mirato a esaltare l’aggressività dell’animale.
Ma c’è un ma, e la Lav (la lega anti vivisezione) è già scesa in campo:  
il comma che incoraggia i proprietari che non si sentono in grado di far rispettare le nuove norme ai loro animali di informare i servizi veterinari. E insieme a loro valutare le misure da attuare, "compresa la soppressione per comprovata pericolosità". La Lav teme che la discrezionalità lasciata ai padroni sul momento in cui disfarsi del proprio animale e la menzione riguardo all’eventuale soppressione possa di fatto generare una prassi sbagliata.

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Pubblicato il 16 Gennaio 2007
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