L’Insubria è una sfida alla globalizzazione
Il 19 gennaio del 1995 all'Hotel Palace di Varese veniva costituita la Regio Insubrica. Giampiero Casagrande editore ha pubblicato un libro che ne traccia la storia e le prospettive future
«Eppure ci vuole un nuovo punto di partenza. Essendosi la mente abituata a un certo meccanismo di creazione. È necessario uno sforzo altrettanto meccanico per uscirne e sostituire ai monotoni frutti spirituali, che si riproducono, un nuovo frutto che sappia di ignoto, di innesto inaudito». “La sfida dell’Insubria” (Giampiero Casagrande editore) è condensata tutta in questa citazione tratta da “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese. Roberto Forte, segretario generale della Comunità di Lavoro della Regio Insubrica, l’ha scelta per aprire il proprio contributo a questo saggio dedicato all’Insubria.
Forte ha ragione: se è vero che i confini sono cicatrici della storia (affermazione di Robert Schuman, padre dell’Europa comunitaria) e se è vero che la globalizzazione non aspetta, ma ti travolge, allora solo uno sforzo ignoto e inaudito può essere la risposta adeguata ai nuovi tempi. Chi amministra territori così omogenei, dal punto di vista culturale, economico e geofisico, deve avere il coraggio, l’umiltà e la determinazione di fare questo sforzo, ovvero includere il vicino per creare una realtà interconnessa. Una necessità ineludibile quando si parla di una terra di frontiera tra le più industrializzate d’Europa quale è l’Insubria.
Alcune parole create dalla nuova realtà che viviamo, come ad esempio “glocale”, nella loro bizzarra combinazione semantica, indicano la via da seguire, che non puo’ essere quella del passato e non puo’ basarsi su vecchi meccanismi politici. Una rete vera, un “fare sistema” (vezzo linguistico con cui i politicanti infarciscono i loro discorsi, ma a cui raramente fanno seguire fatti concludenti) pieno di realismo, risorse e contenuti, una nuova visione condivisa e comunitaria, che non dimentichi le specificità dei territori, sono le medicine per levigare quelle cicatrici e dare vita ad una vera regione transfrontaliera.
A dieci anni dalla nascita della Regio Insubrica (19 gennaio Varese 1995), il saggio, curato da Roger Friedrich, Antonio Franzi, Sergej Roić e Robi Ronza, è un primo ambizioso tentativo di fotografare da più punti di vista un territorio complesso, formato da 757 comuni, dove vivono quasi due milioni e mezzo di persone e dove operano 188 mila imprese (di cui un terzo concentrate nel Varesotto), che generano un Pil pari a 70 miliardi di euro. A questo scopo i curatori hanno raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti (47 interventi) che lavorano sul territorio e che cercano di dare forma, nel proprio settore di appartenenza, a questa svolta necessaria.
Diviso in sette parti, il volume fornisce notizie storiche, analizza il rapporto tra le province italiane (Varese, Como, Novara, Lecco,Verbano Cusio Ossola) e il Canton Ticino, le strategie di cooperazione, il traffico e i trasporti, la politica e l’economia, le università e i mass media. Infine, un’utilissima sezione intitolata "Apparati”, dove sono raccolti tutti i dati demografici, economici, infrastrutturali e culturali della Regio Insubrica e delle singole province che la compongono.
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La sfida dell’Insubria
a cura di Roger Friedrich, Antonio Franzi, Sergej Roić, Robi Ronza
Giampiero Casagrande editore
pag. 273
Euro 20
CHF 30
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