Strage di Erba, fermati i vicini di casa delle vittime

Interrogati in caserma due coniugi. Sospetti su un loro coinvolgimento. La coppia: "Non siamo assassini"

Sono in stato di fermo i vicini di casa delle vittime delle strage di Erba. 

 I due coniugi,  Olindo Romano e la moglie Rosa Brazzi, sono stati prelevati nel primo pomeriggio da un’auto dei carabinieri, e portati nella caserma del paese, a disposizione dei magistrati. In mattinata, avvicinati dai giornalisti, avevano negato, con forza, ogni coinvolgimento: "Non siamo assassini"

Le indagini potrebbero dunque essere alla svolta decisiva, tanto attesa, in queste ore cariche di tensione. La pista seguita dagli investigatori porterebbe diritto a due sospettati. Il nome dell’assassino, sarebbe stato fatto dall’unico sopravissuto, il super-testimone Mario Frigerio, nel suo letto di ospedale. Dalle tracce ematiche emerse nel luogo del delitto, spunterebbe poi l’evidenza della presenza di un’altra donna, oltre alle vittime.

La strage risale all’11 dicembre, un massacro in cui gli assassini hanno sgozzato Raffaella Castagna, il piccolo Youssuf, la nonna del bambino, Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini e ferito gravemente il marito della vicina, Mario Frigerio.

Secondo quanto trapelato da fonti investigative, il quadro della strage è oramai chiaro.Gli inquirenti vogliono però avere la certezza delle loro accuse "oltre ogni ragionevole dubbio", per offire al processo elementi di prova più che solidi. Per questo, attendono le risultanze scientifiche dei ris di Parma.

Inoltre, in un luogo diverso da quello della strage, i carabinieri, già nelle ore dopo il delitto, l’11 dicembre, avrebbero sequestrato capi di abbigliamento messi in lavatrice, ma dove tracce di macchie scure erano chiaramente distinguibili.

Diverse le piste seguite dagli inquirenti in questo mese di indagini. Il mondo della droga, con cui aveva avuto contatti il marito di Raffaella, Azouz Marzouk, il lavoro di Raffaella, assistente psichiatrica, poi i rapporti, non sempre facili, tra la coppia e il vicinato, e gli strascichi di un brutto litigio con i vicini di casa. Azouz Marzouk, l’uomo che ha perso la famiglia in questa vicenda, e che all’inizio era stato ingiustamente indicato come l’autore della strage, ancora ieri ha invitato tutti a non trarre conclusioni affrettate: "Subito dopo la strage – ha raccontato il giovane tunisino  – tutto hanno detto che ero stato io e mi hanno dipinto come un mostro, non ripetiamo lo stesso errore".

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Pubblicato il 08 Gennaio 2007
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