Autobus, una rivoluzione riuscita a metà
Le linee per Bisuschio, Azzate e Morosolo non soddisfano gli utenti. Binelli: "Non abbiamo trovato ancora un'intesa con le aziende che si occupano del trasporto pubblico"
E’ un periodo di piccole-grandi rivoluzioni del trasporto pubblico a Varese. La rivoluzione, nata silenziosamente con la parziale privatizzazione del trasporto su gomma, si compie a piccoli passi tra cambiamenti d’orario ed estensione delle corse urbane ai paesi vicini alla città.
Una rivoluzione di cui si accorgono, di fatto, solo gli utenti che vedono orari cambiati e capolinea spostati. E di cui non sempre sono soddisfatti. Dall’inizio del 2007, per esempio, alcuni cambi d’orario hanno causato malumore tra gli utenti varesini. Ma cosa c’è dietro lo spostamento di qualche minuto del passaggio del proprio autobus? Abbiamo provato a capirlo con l’assessore ai trasporti del comune di Varese, Fabio Binelli. Al quale abbiamo cominciato con il chiedere da dove è nata la novità dell’anno, l’estensione ad alcuni piccoli comuni della cintura del trasporto pubblico urbano.
“Per la riorganizzazione del trasporto pubblico locale una delle soluzioni trovate a livello regionale è stata quella di ricomprendere anche il trasporto dei comuni circostanti. Per Varese l’area urbana della cintura da ricomprendere nel trasporto urbano è stata limitata a Casciago, Buguggiate, Azzate, Induno, Arcisate e Bisuschio: una scelta che è probabilmente esito delle difficoltà di riconvertire in area urbana la gestione commerciale dei trasporti nei paesi della cintura – comincia Binelli – Comunque sia: fatta questa scelta Comune e Provincia, che avevano rispettivamente la gestione della rete dei trasporti comunale e quella dei comuni più piccoli, hanno bandito delle gare per questa gestione. A Varese ha vinto il consorzio dei Trasporti Pubblici dell’Insubria, che ha vinto anche la gara per rete di trasporti per il nord della provincia, mentre quella per il sud era andata deserta".
Un’ operazione che non si conclude con la scelta del concessionario, anzi: è da lì che comincia il "lavoro" delle amministrazioni per assicurare il servizio. "Dal primo gennaio scorso sono partite concretamente le linee per Bisuschio, Azzate e Morosolo – spiega infatti Binelli – L’attuazione di questo sistema è stato, ed è, laborioso: perchè il Consorzio Trasporti Insubria non è soggetto unico, ma è costituito da più operatori che si sono uniti in consorzio. Nel caso specifico: per Varese si occupa Sila, per Azzate e Bisuschio la Giuliani e Laudi e per Morosolo le Autolinee Varesine. Per armonizzare gli orari, a dire il vero, non c’è stata grande collaborazione specifica. Gli orari sono infatti comunali, ma vanno concordati ovviamente tra comune e comune. Se manca questo, dei problemi inevitabilmente ci sono".
I problemi sono stati generalizzati, o hanno riguardato in particolare qualche linea?
"Quella che ha creato più problemi è la linea che passa da Bisuschio, che ha diversi capolinea: alcune corse finiscono a Bisuschio, altre a Cuasso, altre a Ponte Tresa. Poiché l’estensione della corsa comunale è prevista solo fino a Bisuschio, la situazione si è mostrata subito complicata: tutte le corse che proseguivano dopo Bisuschio erano provinciali, e non più comunali. Così bisognava armonizzare una linea doppia, che per metà era di competenza comunale e per metà provinciale".
E da qui nascono le lamentele degli utenti…
"Molte delle componenti di lamentela che riceviamo anche noi, a dire il vero, hanno però a che fare con un’altra prescrizione regionale: quella di armonizzare gli orari degli autobus con quelli dei treni in partenza. Il Comune ha così chiesto a Sila l’adeguamento degli orari per “l’interscambio ferro-gomma”, che secondo le direttive dovrebbe portare ad avere fermate di atutobus previste tra gli otto e i tredici minuti prima (o dopo) l’arrivo del treno. Lo spostamento degli orari degli autobus urbani è nato da questo fatto, che del resto è importante e auspicabile vada a regime. Ma è un problema francamente non semplice da risolvere, che avrà bisogno di una serie di adeguamenti prima di diventare completamente efficiente".
Quali sono i "nodi" peggiori, in questo caso?
"Uno dei problemi che si è subito posto è la mobilità dei pullman negli orari di punta, che si ritrova ovviamente in coda in mezzo al traffico, cosa che “fa saltare” i tempi di fermata creando disagi a tutti, specie a quelli che devono prendere il treno. Noi cerchiamo di prendere atto delle correzioni che si possono fare: ma il nostro lavoro non può che essere di armonizzare gli orari. “Mettere una corsa in più” come per qualcuno è auspicabile, prevede dei cambiamenti significativi di budget: più autobus, più costi per autisti, che prima di essere attuato va valutato, e ora non è possibile".
E’ ottimista o pessimista sul fatto che si possa risolvere, dopo i primi aggiustamenti, il problema a favore degli utenti?
"Le correzioni di orario e le armonizzazioni con i comuni esterni sono possibilissime, basta che ci sia volontà tra i soggetti gestori. Sembra che per Sila questa volontà in qualche modo ci sia. Per gli altri componenti del consorzio invece, l’impressione è che ci tengano a far vedere che il servizio è peggiorato. Così da poter dire che era meglio quando lo gestivano loro…"
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