Guffanti e Sogliano: «Doveroso fermare i campionati»
I direttori di Pro Patria e Varese intervengono sui fatti di Catania. "Prendiamoci una pausa per riflettere e capire che decisioni applicare"
Campionati fermi fino a data da destinarsi, occhi e voce che inevitabilmente si abbassano per commentare quanto successo a Catania. Il mondo del calcio torna a interrogarsi per l’ennesima volta sulla violenza che scaturisce intorno a una partita, a un derby. Ieri sera è morto un agente di Polizia, altre volte era toccato a tifosi incolpevoli: continuare così non è possibile e lo sanno anche Riccardo Guffanti e Luca Sogliano, direttori generali di Pro Patria e Varese, le due squadre più importanti della nostra provincia.
«Il calcio si ferma doverosamente – dice Guffanti – e per questo devo fare i complimenti al commissario Pancalli che ha avuto il coraggio di prendere questa decisione anche in un orario difficile. Lui è un uomo di sport che viene da altre discipline: altre persone da sempre nel calcio non lo avrebbero fatto».
Il dg dei tigrotti dà un consiglio su come affrontare questo stop. «Mi auguro che senza partite ci sia il tempo per riflettere e penso soprattutto alle migliaia di società dilettantistiche e giovanili. Queste sono i serbatoi dei tifosi di ora e del futuro: i dirigenti ne approfittino per far capire quanto di bello c’è nello sport e nel calcio e fare in modo che si insegnino questi valori. Solo così alleveremo una generazione di persone che sarà la maggioranza e isolerà i delinquenti che con il calcio non centrano nulla».
Guffanti non nasconde l’amarezza per due episodi accaduti in queste ore: «Anzitutto io credo che fosse già necessario fermarsi settimana scorsa, quando venne ucciso un dirigente di una piccola squadra: già quella era l’occasione di fare una riflessione profonda. Inoltre, proprio stamattina, sono stato cercato da dirigenti che mi chiedevano di fare un’amichevole domani. Questa gente non ha capito nulla: il calcio si deve fermare davvero, in tutto e per tutto. È vergognoso che qualcuno se ne infischi e, anzi, vada contro la linea scelta da Pancalli».
Anche Luca Sogliano è scosso da quanto si è visto a Catania e promuove la scelta di Pancalli: «Quando succedono queste cose si resta prima di tutto senza parole. Purtroppo soluzioni immediate per risolvere questa piaga non ce ne sono, per cui credo che sia giusto bloccare tutto. Prendiamoci del tempo per capire quel che c’è da fare. È un segnale doveroso: è assurdo afforontare una partita, un evento sportivo dopo aver visto certe cose».
Sogliano prova a dare un consiglio per fermare questi avvenimenti: «Sembra un paradosso parlare di leggi severe o speciali per i tifosi. Purtroppo però in mezzo a tanta gente normale continuano a nascondersi delinquenti che usano lo stadio per i propri fini. Gente cui lo sport non interessa. Persone che vanno fermate con leggi che non lascino dubbi e che soprattutto vengano applicate sul serio. Guardiamo cosa è avvenuto in Inghilterra, che era la patria degli hooligans: lì se sgarri paghi davvero, marcisci in galera. Ci sono leggi che spaventano e puniscono». Parola di uno che ha giocato per anni ad alto livello: «In campo spesso non ci si rende conto di quel che succede, men che meno in casi come Catania dove tutto è avvenuto fuori dallo stadio. Per carità, qualche volta noi giocatori esageriamo a causa della tensione, ma gli interventi in campo sono "battaglie" per prendere un pallone. Qui purtroppo è tutta un’altra storia, che con lo sport non c’entra. È delinquenza pura e come tale va trattata».
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