Lavoro nero e ponteggi rischiosi. I carabinieri entrano in cantiere
Cantieri sequestrati, arresti e denuncie. Il rapporto del nucleo speciale della tutela del alvoro
Cinquantuno cantieri controllati, cinquantuno trovati irregolari. Undici sono stati sequestrati, oltre 320 mila euro il totale delle multe comminate, 58 persone denunciate, 5 arrestate e 108 lavoratori in nero individuati. Il rapporto del Nil, nucleo dei Carabinieri per la tutela del lavoro, coordinato dal maresciallo capo Andrea Cannella, è a dir poco sconfortante.
Durante l’ispezione in un cantiere edile di Ferno, i carabinieri del nucleo speciale, affiancati da quelli della stazione di Lonate Pozzolo e dagli ispettori del lavoro, hanno riscontrato una forte situazione di rischio: lavoratori sprovvisti dei dispositivi obbligatori di protezione individuale, persone che lavoravano sui piani superiori dei ponteggi senza parapetto e fuori norma.
Un particolare indice di pericolosità era rappresentato dal fatto che le opere provvisorie non erano state ancorate in alcun modo all’immobile e tantomeno fissate al terreno, al punto che oscillavano verso l’esterno con immediato pericolo di collasso e ribaltamento delle stesse. Inoltre tutti i ponteggi erano state realizzate in modo “assolutamente artigianale” dall’improvvisazione degli operai, senza l’esistenza del previsto disegno esecutivo e senza la coordinazione di un tecnico preposto.
«È facile immaginare le conseguenze che un eventuale incidente avrebbe potuto procurare all’incolumità fisica dei lavoratori» dice il maresciallo.
Il pm Luca Gaglio ha posto sotto sequestro il cantiere e denunciato 3 persone: l’amministratore dell’impresa edile, il titolare di un’altra impresa edile che effettuava lavori di carpenteria per gli inadempimenti connessi alla sicurezza del cantiere e dei lavoratori impiegati, il coordinatore della sicurezza per gravi inadempimenti.
L’immobile del valore di oltre 2 milioni di euro è stato sequestrato e sono state contestate ai responsabili numerose violazioni di carattere penale, per un ammenda complessiva di 165 mila euro.
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