«Lo scoutismo forma cittadini al servizio della collettività»
Don Luca Violoni, accompagnatore ecclesiastico dell'Agesci Varese, parla dell'importanza del percorso formativo ideato da Baden Powell
«Sono tanti i metodi educativi per i ragazzi, quello degli scout è importante perchè insegna ad essere "cittadini della polis"».
Don Luca Violoni, personaggio di spicco della chiesa varesina , è accompagnatore ecclesiastico dell’Agesci Varese.
«I primi scout a Varese giurarono il 2 dicembre 1945. Per oltre mezzo secolo, la loro presenza è stata costante. Solo negli ultimi anni il gruppo si è allargato e si sono costituite altre sedi».
Cosa significa "essere scout"?
Ci sono vari movimenti che si rifanno a Baden Powell: cattolici e laici. L’Agesci si ispira agli insegnamenti cattolici e mira a formare cittadini disponibili e attenti alla collettività, che si pongono al servizio della collettività. Si parte da un percorso di formazione per raggiungere l’autonomia
Spesso l’immagine degli scout si limita ai pantoloncini corti e al foulard al collo..
Sì, il lato folkloristico è importante nel percorso educativo, ma è ancora più importante il cammino educativo, che si basa su un percorso formativo ma anche, e soprattutto, su verifiche costanti di ciò che viene assimilato.
Come avviene questo percorso formativo?
Per lupetti e coccinelle, dagli 8 ai 12 anni, è importante l’utilizzo del gioco. Il linguaggio è quello della giungla. Io, per esempio, sono Baloo.
Dai 12 ai 16 anni, ci si ispira all’avventura che serve a ciascuno per sperimentare ed entrare in contatto con i propri limiti
Dai 17 ai 20’anni inizia il "noviziato": è il momento delle grandi scelte. Il linguaggio è quello della strada con l’impegno sociale.
La bellezza del metodo scout è quella della progressione personale. Quando si lascia a vent’anni si può scegliere di proseguire come capo o uscire, ma il percorso interiore personale è compiuto, realizzato secondo un regolamento metodologico preciso e articolato.
È difficile oggi avvicinare i bambini?
Il percorso scout, come ho detto, è fatto di riflessione e verifica. Ogni educatore, quindi, deve avere un numero limitato di giovani altrimenti svanisce l’importanza della verifica. Il movimento scout oggi è pressocchè ignorato dalla moderna società, forse perchè gli scout sono più concentrati sul fare che sul comunicare. Il nostro compito, però, è delicato e dobbiamo essere certi che il linguaggio venga inteso e lasci traccia, una verifica che deve per forza avere piccoli numeri
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