Sul palcoscenico nessuno è diverso: parola di Simona Atzori

Da lunedì 19 a mercoledì 21 febbraio tre giorni dedicati al rapporto tra arti espressive e diversità, con un convegno, workshop, e uno spettacolo di danza con una straordinaria ballerina nata senza braccia

Simona Atzori, oltre ad essere molto bella, è una ballerina straordinaria e un’abile pittrice. Fin qui niente sembrerebbe differenziarla da tante altre sue colleghe che hanno trovato modo di esprimersi ed emergere nel mondo dell’arte. Ma Simona è nata senza braccia e questo avrebbe potuto fare la differenza in negativo, costringendola a vita nella categoria "handicappati". Invece, grazie al suo talento innato e con l’aiuto di chi ha saputo vedere questo talento, oggi Simona è un’apprezzata artista che sa trasmettere emozioni tanto nei suoi quadri quanto sul palcoscenico.

Quale "testimonial" migliore per l’iniziativa che si apre oggi a Saronno, con i tre giorni ricchi di appuntamenti e momenti di riflessione, ma anche di spettacolo, organizzati in occasione del IV Convegno che il Teatro Giuditta Pasta di Saronno dedica al significato educativo delle arti del palcoscenico.

«Un’edizione particolarmente significativa – spiegano gli organizzatori –  che vuole porre attenzione sulla diversità di ciascun individuo come risorsa da valorizzare. Se l’arte è strumento utile ad annullare la diversità intesa come deficit, come handicap, l’arte può addirittura essere patrimonio anche di chi si muove in una apparente condizione di diversità». Per capire come (e quanto), basterà sedersi tra il pubblico del Giuditta Pasta, questa sera, e ammirare Simona Atzori mentre danza nel "Trittico" di coreografie di Paolo Londi "Dal buio una voce", "Mamma dice" e "Legami". 

La coreografia "Dal buio una voce" è tratta dall’omonima raccolta di poesie di Marco Pierin, etoile internazionale della Scala, con il quale Simona ha danzato la prima versione di questa coreografia che ora danza con Martina Scuderi.

"Mamma dice" è una delle ultime create da Paolo Londi e danzate da Simona Atzori. L’esperienza della maternità viene vissuta come gioia e come continuazione della propria esistenza. La forza e  la positività di questo pezzo portano con sé un forte messaggio di vita e soprattutto di amore per la vita. 

Infine "Legami" vede Simona Atzori, che dalla nascita non ha gli arti superiori, costretta in una camicia di forza. All’apparenza non avrebbe nessun senso se non quello simbolico di mostrare l’inutilità delle apparenze evidenti, ma in profondità ha un senso compiuto in quanto molti disabili sono costretti ad apparire quello che non sono. La coreografia è danzata in coppia con la straordinaria e giovane Martina Scuderi.

Al termine dello spettacolo Simona incontra il pubblico.

Ingresso posto unico: Euro 10,00 – L’incasso verrà devoluto a favore della cooperativa Lavoro e Solidarietà di Saronno

Info e prenotazioni: 02.96702127.

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Pubblicato il 19 Febbraio 2007
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