Palazzo Verbania torna ai luinesi
L'ex-albergo, teatro delle avventure di Piero Chiara, è stato venduto dallo stato al comune per 900 mila euro. Via ai progetti di restauro per un palazzo caro ai luinesi
Palazzo Verbania torna ai luinesi. Nel giro di poche settimane, come ha detto il vice-sindaco Vincenzo Liardo, la proprietà dovrebbe trasferirsi dallo Stato al Comune che potrà finalmente riqualificarlo. Prezzo dell’operazione, possibile grazie ad una rateizzazione, è di 903.000 euro. La lunga storia dell’edificio (foto a sinistra) è legata a doppio filo con Luino a partire dalla sua nascita come albergo Kursaal (poi Metropole e poi Verbania) fino alla chiusura, passando poi al demanio statale e, infine in affitto, all’amministrazione comunale che ne ha fatto sia la sede della biblioteca cittadina, spostata a villa Hussy tre anni fa, poi del museo civico e poi dell’istituto civico di cultura popolare. Oggi, per tutti, è Palazzo Verbania, sede di mostre e incontri pubblici di ogni tipo.
Da molti, troppi anni, però, Palazzo Verbania è anche in uno stato di decadimento molto accentuato, aggravato, inoltre, dalla tromba d’aria che ha colpito Luino nell’agosto del 2006. Tapparelle distrutte, ultimo piano, sede ancora oggi del museo archeologico, chiuso perchè inagibile, le facciate, un tempo decorate, completamente scrostate dai vecchi intonaci sono i segni del tempo che è passato e dell’incuria da parte dello Stato che, alla fine, ha deciso di chiudere la pratica col comune e venderlo. Il comune lo pagherà un po’ alla volta ma, intanto, ne avrà la proprietà e potrà avviare dei progetti di recupero e restauro che non siano solo tampone ma complessivi. Sul suo futuro impiego, comunque, non ci sono grosse novità al momento. Continuerà ad essere sede di associazioni, al primo piano, e di conferenze e mostre al piano terra anche se nei mesi scorsi era stata venmtilata l’ipotesi di farne un ristorante.
I luinesi e soprattutto gli amanti di Piero Chiara sono molto legati a questo edificio che è protagonista, in qualità di albergo Metropole, de "Il piatto piange", uno dei romanzi più belli dello scrittore luinese. Dentro le sue stanze insisteva una bisca clandestina che andava avanti per giorni e notti intere dove un giovane Chiara, insieme alla banda dell’oste Sberzi, si toglievano la carne di dosso a vicenda con lunghissime e alienanti partite allo chemin de fer.
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