«Per i comuni di confine sarebbe un disastro»

Mario Della Peruta sindaco di Cremenaga e tra i promotori della legge, e Vincenzo Liardo, vice-sindaco di Luino, commentano l'ipotesi di taglio dei ristorni

«Per i piccoli comuni di confine sarebbe un disastro». Non usa mezzi termini Mario Della Peruta, sindaco di Cremenaga, uno dei paesi che sarebbero più colpiti da un dimezzamento dei ristorni dei frontalieri. Il piccolo centro al confine col Ticino è praticamente un paese dormitorio che dipende quasi totalmente dal lavoro frontaliero:«Provate ad immaginare se non avessimo nemmeno più questi soldi – spiega Della Peruta tra i padri della legge sui ristorni – in paese tolti quei dieci impiegati che pagano l’Irpef nessuno qui la paga lavorando in Svizzera e i soldi per le opere dove li troviamo?». Ma il sindaco di Cremenaga sa bene quanto è importante questo accordo italo-svizzero ed è stato tra i promotori della legge stessa come lui ricorda:«Insieme all’allora sindaco di Lavena Ponte Tresa Sanna e di Luino Carlo Zona avviammo un consorzio per spingere i deputati varesini di allora, (metà anni ’70, ndr), per portare la nostra proposta di legge in parlamento – racconta Della Peruta – proprio al fine di ristornare i contributi versati dai lavoratori italiani in Svizzera che in quel periodo erano una voce importante dell’economia». Ma ancora oggi è così come allora soprattutto con la riapertura dei flussi di lavoratori in seguito ai patti bilaterali stretti tra l’Europa e la Svizzera.

Anche il vice-sindaco di Luino Vincenzo Liardo non la manda a dire e con piglio polemico guarda ai cugini ticinesi in chiave europeista:«Mi dispiace che vengano tirati in ballo i patti bilaterali europei, non vorrei che al di là del confine si parlasse di Europa solo quando fa rima con portafoglio – dice Liardo – comunque non credo che sarà facile cambiare a breve queste percentuali in quanto serviranno degli accordi internazionali che dovranno essere presi a livello di Stati». Ma Liardo sottolinea anche l’importanza di questi soldi per l’economia e per i rapporti italo-elvetici:«I soldi che vengono ristornati vengono investiti in importanti opere pubbliche – spiega Liardo – la strada provinciale 61 ne è un esempio lampante ma non solo. Uscite come queste, comunque, vanno a mettere in discussioni una serie di rapporti consolidati e sedimentati». 

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Pubblicato il 04 Maggio 2007
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