Alfieri: «L’Unione ha finito il suo corso»
Il consigliere della Margherita apre al Partito democratico e sfata qualche tabù del centrosinistra
Caro Direttore,
chi si appresta oggi a costruire il Partito Democratico in Provincia di Varese si trova davanti ad una scelta decisiva. Si può decidere acriticamente di tenere in vita l’Unione, percepita ormai dalla maggior parte dei cittadini come una coalizione che contiene tutto e il contrario di tutto, prigioniera delle proprie contraddizioni. Oppure si può aprire un dibattito serio ed approfondito sulle questioni prioritarie da affrontare, al fine di costruire un progetto credibile per il governo dei nostri territori. Che emergano visioni diverse ed una dialettica serrata sui temi, piuttosto che la rassegnazione alla sconfitta o, peggio, l’apatia!
Ho usato volutamente parole dure in questi giorni, che vanno a toccare anche qualche tabù del centrosinistra. Sono convinto infatti che serva una scossa. Non possiamo pensare di rimanere ai margini dei processi politici, non tanto perché all’opposizione, ma perché non riusciamo ad incidere nelle dinamiche di una società che è profondamente cambiata, perché sembriamo essere lontani dalle questioni che la nostra gente sente come più delicate. Stiamo rinunciando a fare politica, ad avere l’ambizione di contribuire a guidare i processi di cambiamento in atto. E così lasciamo campo libero alla destra, che lucra enormi rendite di posizione sulle parole d’ordine "meno tasse", "più sicurezza", "meno immigrazione clandestina", "più infrastrutture". La destra finisce per vellicare le paure e parlare alla pancia e, pur senza fornire soluzione a questi problemi, continua a mietere successi evocandoli.
Con la conseguenza che la credibilità del centrodestra su tali questioni rimane molto più forte, soprattutto a fronte dell’afonia o, più spesso, dei messaggi contrastanti provenienti dall’Unione. Sono consapevole di affrontare temi spinosi, ma penso sia opportuno aprire con franchezza un dibattito anche serrato, al fine di sciogliere quella camicia di forza che impedisce a tutti coloro che fanno parte dell’Unione di parlare con chiarezza al proprio elettorato. Stimo – e non lo dico per piaggeria – alcuni dirigenti di Rifondazione comunista per il loro impegno e la loro serietà in politica, ma di giorno in giorno misuro il divario crescente che ci separa sui temi decisivi per lo sviluppo del nostro territorio. In questo senso, la contrarietà del Ministro Ferrero alla Pedemontana a tre giorni dal voto assume valore emblematico.
La Lombardia, in maniera analoga alle aree più ricche d’Europa, ha subito più di altri territori italiani le conseguenze dei processi di globalizzazione. L’aumento della competitività su scala internazionale incide soprattutto sul tessuto produttivo del lombardo-veneto, composto da una moltitudine di piccole e medie imprese; così come l’aumento esponenziale di flussi immigratori si è concentrato soprattutto nella parte più ricca del Paese, risvegliando inevitabilmente un sentimento identitario e provocando in alcuni casi (immigrazione clandestina, i delicati rapporti con la comunità islamica praticante) una crescente percezione di insicurezza.
Profondamente diversa dalla questione meridionale nei suoi tratti tipici, non si può quindi ignorare che il nord debba affrontare una sua peculiare "questione settentrionale".
Il partito democratico lombardo se ne deve fare carico da subito (molti dei suoi uomini più accorti hanno già iniziato a lavorare in questo senso nelle rispettive Istituzioni). Aggiornando l’agenda politica: fisco e federalismo fiscale; sicurezza e lotta all’immigrazione clandestina; semplificazione della burocrazia; modernizzazione delle infrastrutture; tutela e valorizzazione dell’ambiente. Chi ci chiede di dare risposte concrete su questi temi sono molto spesso i soggetti più deboli, giovani e anziani, oppure coloro che sono esposti maggiormente alla competizione e non sono in grado da soli di affrontarla.
La gente del nostro territorio ha raggiunto mediamente, spesso con grande fatica, una situazione di discreto benessere e si aspetta che lo Stato la metta nelle condizioni di mantenere quel benessere, proteggendolo dalle minacce alla sua sicurezza fisica ed economica. Penso che il Partito democratico lombardo debba essere capace, diversamente dalla cacofonia dei messaggi provenienti dall’Unione, di rassicurare coloro che si sentono minacciati e, allo stesso tempo, di mettere in campo politiche che promuovano coesione e speranza per il futuro in società sempre più complesse.
Un esempio concreto per farmi capire meglio: la presenza di immigrati clandestini o gli insediamenti rom sul nostro territorio rappresentano una delle questioni socialmente più sensibile. I dati parlano chiaro: gli stranieri regolari delinquono quanto gli Italiani; gli irregolari e i clandestini sono gli autori della maggior parte dei reati predatori (con una punta del 70 % per i borseggi). Tra il "porte aperte", figlio di una malintesa solidarietà, e il "mandiamoli via a calci" che trasuda pulsioni xenofobe, l’Ulivo è rimasto per lungo tempo spiazzato, derubricando il tema a questione di minore importanza. Il PD lombardo la indichi fra le sue priorità nelle politiche di sicurezza, dica a chiare lettere che ci vuole più severità, che necessitano maggiori controlli; sono certo che entrerà in maggiore sintonia con le preoccupazioni e le aspettative dei cittadini. Sarà più facile rassicurarli e, soprattutto, trovare il consenso sulle necessarie politiche di inclusione per gli stranieri che decidono di vivere e lavorare sul nostro territorio nel pieno rispetto delle regole.
In conclusione, possiamo rimanere fermi accontentandoci di gestire alcune rendite di posizione, con il rischio concreto che queste si affievoliscano. Oppure – senza pregiudizi nei confronti di nessuno degli attuali alleati – proviamo a mettere in campo un progetto di governo per il nostro territorio che coniughi coesione sociale e innovazione. Si parta dai temi prioritari, dalla discussione sulle prospettive future delle nostre comunità. Se c’è comunanza di intenti, sono certo che le alleanze e le intese si consolidano un minuto dopo.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Andrea Camurani su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
Bustocco-71 su Forti rallentamenti per neve, la situazione sulle strade in provincia di Varese
PaoloFilterfree su “Ho sfiorato il cielo”: Paolo De Chiesa racconta la sua vita dalle vittorie sugli sci al colpo di pistola al volto
PaoloFilterfree su La presidenza come feed
Viacolvento su Gli aumenti nelle rette e il rischio-defezioni alla Fondazione Scuole Materne di Gallarate
Felice su Sosta selvaggia sulla Superstrada di Malpensa, 61 sanzioni per gli "aspettoni"






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.