Di chi è l’acqua?
Il comitato acqua organizza un incontro venerdì 29 giugno in sala Acli a Gallarate, via Agnelli 33
Riceviamo e pubblichiamo
Di chi è l’acqua? Questo è il quesito al quale vogliamo dare una risposta venerdì 29 giugno in sala Acli a Gallarate, via Agnelli 33.
La Questione non è retorica, oggi il fatto di ricevere a domicilio a costi irrisori tale bene indispensabile non ci deve far dimenticare che le cose cambiano. Anzi sono già cambiate: il precedente governo ha avviato le pratiche per la liberalizzazione della distribuzione idrica, nella fattispecie in Lombardia è già stata emanata una legge che obbliga le province ad indire bandi di appalto entro fine anno (a questa legge è già stato fatto ricorso in cassazione e l’attuale governo ha proposto una moratoria). In pratica, però, le singole ex aziende speciali (Amsc, Agesp,) sono già società per azioni, pertanto aziende di diritto privato, che devono remunerare il capitale cioè fare profitto. Inoltre da aziende di servizio si stanno trasformando in "holding" ovvero società che possiedono azioni/partecipazioni di altre aziende che per loro lavorano: questo viene spacciato per efficentismo ma in effetti vi è solo la costruzione di molteplici scatole che si appaltano e subappaltano i lavori sapendo che in ogni caso i ricavi saranno garantiti. Meno purtroppo i servizi poichè per ogni parte del processo distributivo varie sono le aziende e diffuse sono le reponsabilità; un esempio è dato dal controllo di qualità: un tempo l’Amsc aveva un proprio laboratorio di controllo interno ora i controlli sono appaltati ad aziende esterne…Altra implicazione della privatizzazione: politiche antieconomiche, (sì è così!) non importa quanto si sprechi ma quanto si possa guadagnare poichè alla diminuzione di disponibilità di un bene corrisponde un aumento di prezzo e di guadagno, pertanto investimenti a lungo termine non vengono visti di buon occhio quando lo scopo è massimizzare la remunerazione del capitale nel più breve tempo possibile. Naturalmente queste considerazioni possono essere opinabili, pertanto all’incontro in programma vi sarà la partecipazione del responsabile ATO (ambito territoriale ottimale, definizione assolutamente arbitraria in quanto la corrispondenza è assolutamente equivalente alla provincia e non ad un determinato bacino idrografico) il che permetterà ai partecipanti di esaminare la questione da punti di vista differenti e ricavarne un’opinione informata.
Questo è lo scopo principale della campagna "Acqua Bene Comune" che si propone di presentare una legge di iniziativa popolare per la completa ripubblicizzazione partecipata della gestione del ciclo dell’acqua perchè tale diritto umano fondamentale sia riconosciuto.
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