«Scusate, siamo costretti a scioperare»
Faib-Confesercenti spiega ai cittadini il senso della protesta proclamata dai benzinai il 6 e il 7 giugno
“Scusate, ma siamo costretti a scioperare pur consapevoli dei fortissimi disagi che vi causeremo: non abbiamo altra via per farci ascoltare”.
Così la Faib-Confesercenti, dopo la conferma dello sciopero generale della categoria per il 6, 7 giugno prossimi, si è rivolta ai cittadini per spiegare i motivi della protesta contro il pacchetto del DDL Bersani in approvazione alla Camera.
“Abbiamo tentato fino all’ultimo di esplorare tutti i tentativi di mediazione possibili, ma il risultato finale, ad oggi, è stato un peggioramento del testo del DDL Bersani. Nessuna richiesta avanzata dalla categoria dei gestori è stata recepita e lo stesso Ministro non ha partecipato al Tavolo di mediazione, relegando la nostra vertenza a questione di mera trattativa tecnica.
Siamo di fronte ad un atteggiamento di chiusura totale verso una categoria che con sforzi e sacrifici, in condizioni di lavoro durissime, offre tutti i giorni un servizio ai cittadini in cambio di un modestissimo compenso (2.5% sul prezzo di vendita).
Se il provvedimento di liberalizzazione che ci riguarda dovesse essere approvato, gli unici a subirne le conseguenze saremmo noi e non le compagnie petrolifere, mentre gli utenti non ne avrebbero alcun beneficio.
Ma quello che più ci disarma è l’assoluta indisponibilità al confronto, il disinteresse totale rispetto a qualsiasi ipotesi di mediazione.
Eppure, ci hanno insegnato che la politica è l’arte di chi sa ascoltare, recepire, valutare ed agire nell’interesse della collettività.
“Per questo, nostro malgrado, saremo costretti a scioperare, ed a creare disagi a voi cittadini. Ma questa volta, abbiamo scelto di informarvi direttamente, denunciando l’assoluta sordità di chi oggi ci governa”.
Questo il testo integrale della piattaforma presentata da Faib
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