“Basta cemento con la scusa dei mondiali di ciclismo”

La richiesta di numerose associazioni ambientaliste al Ministro per l'Ambiente alla vigilia della giunta comunale che discuterà l'inserimento nel piano delle opere dell'albergo di Capolago

Basta cemento con la scusa dei Mondiali di Ciclismo. È questo in sostanza quello che chiedono le associazioni ambientaliste al ministro Pecoraio Scanio: «Cementificazioni selvagge, speculazioni edilizie, evidenti pericoli per il territorio, l’habitat e le specie animali della provincia di Varese, è questo che si rischia di ottenere con il passaggio dei Mondiali di Ciclismo». Non usano mezzi termini Legambiente, Lipu, WWF, Italia Nostra e Vas, che in queste ore hanno inviato una lettera al ministro dell’Ambiente, al Consiglio dei Ministri e al Commissario delegato Guido Bertolaso, alla vigilia del consiglio comunale in cui si dovrebbe discutere delle opere previste per il campionato mondiale di ciclismo del 2008.  

Le associazioni ambientalisti fanno fronte comune per segnalare le loro preoccupazioni in vista di quello che sarà un evento sportivo di grandi dimensioni e che darà visibilità internazionale alla città di Varese. Le ragioni dei timori sono ben chiare nella lettera: la maggior parte degli interventi previsti nel “Piano delle opere” redatto per i Mondiali, infatti, si colloca in aree di alto valore naturalistico e paesaggistico, caratterizzate dalla presenza di numerose zone protette e siti di “Rete Natura 2000”. «Inoltre – segnalano gli ambientalisti – la realizzazione delle opere sembra non rispettare l’applicazione della normativa vigente in materia di protezione e tutela ambientale quali le procedure per la valutazione di incidenza e di valutazione di impatto ambientale». 

Ma i timori delle associazioni non si fermano qui: negli ultimi giorni infatti sono stati presentati progetti che non rientravano nel Ppiano delle opere, come ad esempio la realizzazione di un parco acquatico e di un albergo in località Capolago di Varese, che dunque dovrebbero seguire la normale trafila di autorizzazioni previste dalla legge italiana ma che invece, pare, potrebbero essere realizzate prendendo come pretesto l’evento sportivo: «Con la scusa dei mondiali si sta coprendo la provincia di Varese di cemento, se anche il progetto di Capolago dovesse essere approvato, senza le necessarie autorizzazioni, si compierebbe una grossa violazione delle norme ambientali e proprio per questo abbiamo richiesto l’intervento del Ministro dell’Ambiente – dichiarano Massimo Soldarini e Damiano Di Simine, rispettivamente membro della direzione nazionale Lipu e presidente Legambiente Lombardia -. Oltretutto il piano regolatore del Comune di Varese e il piano territoriale di coordinamento della Provincia, indicano l’area in cui andrebbe a collocarsi l’albergo, come zona agricola e quindi difficilmente, senza una modifica dei piani suddetti, si potrebbe edificare. Ma contro l’albergo va anche il recente studio della Regione Lombardia sulle aree prioritarie per la biodiversità, nel quale si legge, infatti, che la zona del lago di Varese si colloca tra quelle di maggior interesse scientifico e naturalistico dell’intera regione».  

Le richieste fatte al Ministro sono dunque chiare: le associazioni chiedono se sia stata eseguita una Valutazione di Incidenza che dimostri che gli interventi siano compatibili con gli obiettivi di tutela dei Siti di Rete Natura 2000 e se sia stata fatta una Valutazione di Impatto ambientale sul complesso delle opere previste. Al Ministro viene chiesto inoltre di non autorizzare opere e progetti estranei allo svolgimento dell’evento sportivo e non inseriti nel piano delle opere.

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Pubblicato il 31 Luglio 2007
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