Farioli: sindaco o consigliere regionale?

Il consiglio vota per verificare l'incompatibilità delle cariche: lo stesso sindaco ha presentato una delibera in tal senso, scavalcando quella presentata da Audio Porfidio

Il consiglio comunale di Busto Arsizio ha votato nella seduta di venerdì sera per verificare l’incompatibilità delle cariche di sindaco e di consigliere regionale supplente (in sostituzione di Massimo Guarischi, sospeso per una condanna penale in appello) di Gigi Farioli. La questione era stata sollevata nelle settimane scorse con particolare vigore dal consigliere comunale Audio Porfidio, che in aula venerdì sera non ha mancato di protestare nel modo più vivace perchè il punto venisse discusso, a rischio di farsi buttare fuori dall’aula dal presidente Speroni. «Visto l’andazzo, chiedo il trasferimento al Consiglio comunale dei Ragazzi» osservava acido Alberto Grandi per l’Ulivo. Quando finalmente, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2006 (che mostra un consistente avanzo di amministrazione pari a 2,273 milioni di euro), si è giunti a discutere del punto, la (relativa) sorpresa: è stato Farioli stesso a presentare una delibera, di fatto scavalcando quella proposta da Porfidio, perchè si verificasse nei fatti l’incompatibilità tra le cariche da lui ricoperte. «Non siamo un tribunale» osservavano in coro Speroni e Grandi, ma il presidente del consiglio citava la legge 6 del 1995 nel tentativo di giustificare la condizione particolare del consigliere supplente in sostituzione di un collega, status assolutamente non previsto nel più recente Testo Unico degli Enti locali, articoli 65 e 69, cui si rifaceva invece Porfidio, e che vieta espressamente il cumulo delle due cariche.

«Una questione di stile» è stata definita da Marta Tosi (Ulivo) la vicenda, più che di interpretazione di codicilli (il TUEL è peraltro chiarissimo e netto); Farioli per parte sua, nel chiedere ai consiglieri di votare la delibera per avviare l’opportuna verifica – entro dieci giorni il primo cittadino dovrà far avere ai consiglieri le sue osservazioni – ha ricordato che fu Formigoni a pregarlo di mantenere la carica in Regione per qualche tempo. Una difesa appassionata del doppio incarico veniva da Ninetto Pellegatta di An, furibondo per le intemperanze di Porfidio («ho fatto quarant’anni di opposizione in quest’aula e mai mi sono comportato come te: continua così e finisci all’ospedale o in manicomio!»); anche Paolo Genoni, capogruppo di Forza Italia, si dava ad una difesa d’ufficio del sindaco. Mentre vari consiglieri, anche di maggioranza, invitavano Farioli a compiere una scelta in tempi solleciti, Porfidio, irremovibile, lo accusava di aver «preso per i fondelli i cittadini», di essersi dato all’«inciucio»… e di «portarsi la fascia tricolore anche in bagno». Neppure la rinuncia da parte di Farioli allo stipendio da sindaco per il periodo del doppio incarico ha convinto tutti, visto che la paga del consigliere regionale è almeno tripla; oltretutto tale rinuncia è obbligata, per legge non si possono cumulare gli stipendi, ricordava Corrado (Rifondazione).

Alla fine, la proposta di delibera di Farioli passava con la sola astensione di Pellegatta e il voto favorevole di Porfidio, che credeva di votare un testo sostanzialmente identico al proprio. In realtà la delibera approvata, pur avviando la contestazione delle cause di incompatibilità, contiene un’ampia difesa della posizione del sindaco-consigliere, sempre sulla base del suo ruolo di supplente di un consigliere regionale sospeso ma non revocato, e contesta una presunta «evidente carenza normativa» proprio a questo proposito.

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Pubblicato il 02 Luglio 2007
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