Alla Cascina Burattana in scena il teatro dialettale
La Filodrammatica Paolo Ferrari replica domenica 2 settembre alle ore 17 "La Cassina di Galüghi" di Giuseppe Azzimonti, storia agrodolce sulla Busto del tempo che fu
Domenica 2 settembre, alle ore 17,00 presso la Cascina Burattana di Via Burattana (trasversale di Viale Boccaccio) si replicherà lo spettacolo teatrale dialettale della Filodrammatica cittadina “Paolo Ferrari” con la regia di Claudio Foresti, dal titolo “La Cassina di Galughi”.
Il testo della commedia, scritto dal compianto concittadino Giuseppe Azzimonti, è una “vera poesia” che rappresenta in modo rievocativo e nostalgico la vita di cascina negli anni che precedevano il boom economico.
La commedia che alterna nel suo insieme momenti divertenti e spassosi da momenti intensi e drammatici, racconta la vita semplice dei cascinari rappresentata da gioie e dolori, simpatie e battibecchi tipici della convivenza da cortile .
E’ quindi un vero omaggio alla città e ai “bustocchi” che vedendo la commedia ripercorreranno i tempi passati dei propri avi.
Anche in questo caso è stato scelto un luogo idoneo ad una rappresentazione teatrale dialettale, una cascina ora di proprietà comunale. La Cascina Burattana agli inizi del XVII secolo faceva parte del Comune di Borsano, dotata di stalla e fienile di proprietà prima di un certo Turati Cristoforo a cui subentrarono nel XIX secolo i fratelli Bonomi per passare in seguito, come ultimo proprietaria la famiglia Gorla.
Lo scopo dell’Assessorato alla Promozione del Territorio è quello di far conoscere la città e le sue tradizioni anche attraverso iniziative come questa, inserita nel calendario della programmazione estiva come “Cascine da vivere”; ecco perchè prima dello spettacolo vi sarà una piccola presentazione sulla cascina e la sua storia da parte di una guida del servizio volontario del “Busto, ieri, oggi”: Giovanna Pozzi.
L’ingresso è gratuito.
CASSINA DI GALÜGHI
Due atti e tre quadri di Giuseppe Azzimonti
Giuseppe ‘Pen’ Azzimonti, scrittore dialettale bustocco (scomparso il 7 luglio di cinque anni fa), incontra la Filodrammatica Paolo Ferrari vent’anni or sono.
Già noto, assieme al fratello Angelo, per il vasto repertorio di poesie, nonché di “panzaniche” che ripropongono in chiave umoristica fatti e avvenimenti della storia contemporanea, ha in quel tempo deciso di cimentarsi nel campo del teatro e propone alla ‘Ferrari’ la sua prima commedia, “A butìa dul ciclista”, che fa rivivere quei tipici negozi di cinquant’anni fa (ma qualcuno esiste tuttora), dove non solo si riparano biciclette ma ci si ritrova a parlare di sport, di politica e … dei fatti altrui!
La commedia è accolta con entusiasmo, dagli attori prima e successivamente dal pubblico, ed a questa ne seguono, nei successivi otto anni, altre cinque, tra le quali la “Cassina di galüghi”.
“Cassina di galüghi”, ambientata negli anni cinquanta, nel fervore della ricostruzione che coinvolge anche Busto, dove le vecchie case lasciano il posto a più moderni “palazzi”, narra le vicende di alcune famiglie che abitano in una vecchia cascina, con tutti i litigi, gli amori e le storie tipiche “di ringhiera”, fino alla conclusione, amara, dello sfratto perché “ a cassìna la vègn bütàa giù par fa sü un palàzi grandu, mudèrnu …”; e ci sarà qualcuno felice di intraprendere una nuova vita “e chissà mai ch’a la sìa non püssé bèla da chèl ch’a l’è stèi fina mó” e altri che rimpiangeranno “an e an da vita, da dulùi, da sacrifìzi ch’a gh’è dentar in di quadrèi, in di medón, in di trài dul tèciu …”
LA FILODRAMMATICA PAOLO FERRARI – LA STORIA
La ‘Paolo Ferrari’ è la più anziana compagnia teatrale di Busto Arsizio ed una tra le più antiche associazioni culturali esistenti in zona.
Ha raggiunto infatti il traguardo dei cento anni di vita, essendo nata il 24 ottobre del 1905.
Salvo le interruzioni causate dalle due guerre, la ‘Ferrari’, da allora, agisce ininterrottamente nel campo del teatro amatoriale, dapprima come ‘Scuola di recitazione Paolo Ferrari’ e, dal 1955, a seguito dell’ambito riconoscimento deliberato dall’Amministrazione Comunale, con la attuale denominazione: Filodrammatica Cittadina Paolo Ferrari.
Nel 1985, in occasione dell’ottantesimo di fondazione e per i meriti acquisiti nel campo culturale e sociale della Città, la ‘Ferrari’ è stata anche insignita della Civica Benemerenza.
Il repertorio della Filodrammatica attinge soprattutto al classico, sia italiano che straniero, pur con qualche puntata estemporanea, nell’immediato dopoguerra, nel campo della commedia musicale.
Dagli anni ottanta, al teatro in lingua si affianca, come già nei primi decenni del secolo, il teatro dialettale, inizialmente inteso sia come riscoperta di linguaggio che come ripresa di usi e tradizioni locali (sono state infatti rappresentate, a partire dal 1988, tutte le commedie nate dalla fervida fantasia del poeta concittadino Giuseppe Azzimonti, purtroppo recentemente scomparso).
Attualmente l’organico è composto da due registi, venti attori, due macchinisti, un pittore e un sarto.
Ai ‘vecchi’ che da tanti anni sono legati alla Filodrammatica, si affiancano validi rincalzi e giovani promesse, tutti pervasi dal ‘sacro fuoco del teatro’.
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