Autovelox a tradimento, anche in Ticino è polemica

Un deputato del consiglio di stato ticinese chiede cartelli segnalatori in prossimità di quelli fissi com'è accaduto in Italia

Radar fissi sulle strade ticinesi, è polemica. La protesta contro i rilevatori di velocità sulle strade passa oltre-confine e ora anche il Consiglio di stato ticinese se ne occupa con una interrogazione da parte del deputato della Lega dei ticinesi Lorenzo Quadri che chiede, manco a dirlo, di guardare al modello italiano dove si è ottenuto che queste macchinette, incubo di molti automobilisti, siano segnalate tramite cartellonistica ben visibile. Non è di molto tempo fa, infatti, la polemica sulle amministrazioni che, inizialmente all’insaputa degli automobilisti, hanno piazzato anche ben nascosti radar fissi pronti a stangare senza pietà chiunque avesse superato i limiti di velocità. Nella memoria di molti varesini ci sono anche ancora le cartelle da centinaia di euro provenienti dai comuni che si affacciano sulla strada statale 629.

Un piccolo centro come Comabbio, un pugno di abitanti, si era posizionato al quarto posto in Italia per numero di multe comminate agli incauti automobilisti. Così, nel giro di qualche mese, i cartelli grandi e ben visibili sono apparsi in seguito alle proteste di centinaia di cittadini che facendo ricorso o movimentando l’opinione pubblica hanno ottenuto le segnalazioni. Le multe sono diminuite e gli automobilisti rispettano limiti e semafori rossi. Ora il Ticino punta ad ottenere questi cartelli in modo che i radar non siano solo una cassa "on the road" dei comuni che li piazzano, ma un vero e proprio metodo di educazione al rispetto del codice della strada.

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Pubblicato il 16 Agosto 2007
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