Il Circolo è bello e bravo. Perchè lamentarsi?

Presentato il bilancio di attività del primo semestre dell'ospedale. Nonostante il trasferimento, l'attività non è calata. Neppure i problemi

«I primi sei mesi del 2007 non hanno registrato un calo di attività, nè per quanto riguarda il numero dei ricoveri, né per quanto riguarda il numero di interventi chirurgici. Anche il peso medio degli interventi ( che considera la complessità delle prestazioni fornite) è rimasto costante».

Questa la fotografia presentata dal direttore dell’azienda ospedaliera di Varese Carlo Pampari tracciando un bilancio del primo semestre di attività che ha visto anche l’entrata in funzione del nuovo monoblocco.
Da gennaio a giugno, i ricoveri sono stati 9886 per un totale di 98.235 giorni di degenza e una presenza media giornaliera di 542,73 pazienti.
Gli interventi chirurgici sono stati 7564 in ricovero ordinario.

Per quanto riguarda il Pronto Soccorso viene confermato anche dai numeri l’aumento di attività: le prestazioni sono state 380.633 rispetto alle 367.58 erogate nei primi sei mesi del 2006. Gli accessi sono stati 33.227 di cui il 14% ha comportato il ricovero. In netto aumento i codici rossi (da 104 a 142) e i gialli (da 1424 a 1992).

«Io stesso, leggendo il resoconto, sono rimasto meravigliato – ha confessato il direttore Pampari – si vede che i nostri operatori sono stati decisamente bravi».

Davanti a questi numeri, anche a noi rimane la meraviglia, ripensando agli allarmi che ciclicamente si levano dal Circolo:
1) ai collassi del Pronto soccorso, che quasi quotidianamente lavora in affanno perchè: "Non si riesce a ricoverare in reparto per mancanza di posti letto" come ha spiegato più volte il primario Perlasca;
2) ai problemi dell’area internistica dove i letti rimangono occupati più a lungo del dovuto perchè non ci sono strutture di "sollievo" sul territorio disposte ad accettare i pazienti non più gravi ma non ancora pronti per tornare a casa, problema che il direttore sta risolvendo avviando una sperimentazione con alcune case di riposo del territorio per un totale di 30 letti;
3) ai problemi legati alla chiusura di posti letto per mancanza di infermieri, questione su cui si sta lavorando con l’organizzazione di ben tre bandi finalizzati a reperire personale professionale;
4) alle difficoltà del blocco chirurgico che ancora lavora a ritmi rallentati, con grande penalizzazione delle specialità di ortopedia, neurochirurgia e otorino che possono fare solo una parte minima degli interventi programmati.

Davanti ai numeri positivi snocciolati dal direttore non rimane che da rallegrarsi, ma anche da chiedersi perchè questi successi non si percepiscano in corsia. 

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Pubblicato il 02 Agosto 2007
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