Piazza Risorgimento, la stampa si è comportata correttamente

Molte lettere hanno criticato l'atteggiamento dei giornalisti nella querelle sull'abbattimento delle piante

Sulla vicenda delle piante di piazza Risorgimento a Gallarate sono state mosse molte critiche alla stampa, rea di aver avuto un ruolo poco critico con la decisione presa dalla Giunta di Nicola Mucci. «I fatti di Gallarate, con relativo taglio degli alberi, sono stati seguiti senza spirito critico da gran parte della stampa locale. Solo cronaca, e qualcuno ha pure cercato di difendere l’inaspettato taglio totale delle piante. Non mi è sembrato un servizio alla collettività, ma la solita piaggeria» scrive un lettore a Varesenews.

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Caro lettore,

Non si vuole in questa sede fare una difesa corporativa del giornalismo italiano, che pure ha tanti e grossi difetti, ma nella questione di piazza Risorgimento la stampa locale si è comportata correttamente, perché nel complesso ha dato una rappresentazione puntuale e obiettiva di quanto stava accadendo. Il ruolo del giornalista è informare i cittadini, verificando le informazioni e rispettando la pluralità di voci, comprese quelle degli amministratori che prendono decisioni impopolari. I cittadini a loro volta sulla base dei fatti raccontati e delle voci riportate si formano liberamente un’opinione. E non è escluso che, nel caso dei platani, quell’opinione andrà a incidere sulle prossime scelte elettorali del popolo gallaratese. 

Ciò che rende credibile un giornalista è la sua obiettività, la sua capacità di avvicinarsi il più possibile alla verità e per farlo non deve essere manicheo. Il giornalista è come un testimone, perciò se vuole essere credibile deve essere preciso, lasciare il passo alla razionalità piuttosto che all’emotività, raccontare soprattutto ciò che vede piuttosto che affermare solo ciò che pensa, non cedere alla tentazione del luogo comune.

Il ruolo della stampa (imperfetta quanto si voglia) è dunque imprescindibile in una democrazia (imperfetta per definizione) degna di questo nome, perché porta a conoscenza della collettività fatti che in altre situazioni passerebbero sotto silenzio o filtrati da qualche velina.

Sull’abbattimento delle piante di piazza Risorgimento le uniche assenze evidenti sono state quelle del silenzio e delle veline.

Cordialmente

Michele Mancino

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Pubblicato il 20 Agosto 2007
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