Fials: «Il Comune consideri i problemi di case, clochard e parcheggi»
Il sindacato Fials invita il Sindaco a cercare soluzioni su alcune questioni legate all'operatività dell'ospedale
L’ospedale del bambino si farà. Questo l’annuncio arrivato ieri dalla sede del Comune di Varese, per voce dell’assessore regionale alla sanità Bresciani, dei vertici dell’azienda ospedaliera, di quelli dell’Università dell’Insubria e del Sindaco di Varese Attilio Fontana.
L’interesse dell’amministrazione alla vita sanitaria ha indotto i rappresentanti sindacali della Fials ad alzare la posta con il primo cittadino, buttando una serie di richieste che potrebbero rendere più stretti i rapporti tra la città e il suo ospedale. Così, in una nota, i rappresentanti provinciali chiedono, per esempio, un segnale per quanto riguarda l‘individuazione di appartamenti a prezzi calmierati da destinare agli infermieri che decidono di lavorare al Circolo: «Sappiamo che l’intasamento che spesso si verifica in Pronto Soccorso è per lo più legato alla contrazione di posti letto nelle Unità Operative di degenza, ed è altrettanto vero che per riaprire posti letto occorre ulteriore personale, soprattutto infermieristico e spesso si è costretti ad attendere infermieri provenienti da altre regioni o stati. Ma come e quanto può essere attrattiva, per queste persone una città come Varese, dove per un bilocale arredato occorrono almeno 800 Euro mensili? L’amministrazione comunale (responsabile della sanità cittadina) può mettere a disposizione, almeno per un periodo iniziale degli appartamenti per ospitare queste persone che lasciano anche gli affetti più cari per garantire un servizio Essenziale ai cittadini varesini? Può offrire degli alloggi agli studenti Infermieri che anche attraverso il loro tirocinio (gratuito) partecipano a garantire assistenza sanitaria ai pazienti della struttura “Insubrica”?».
Altro tema caldo, balzato l’estate scorsa agli onori della cronaca, sono gli "ospiti indesiderati" dei padiglioni rimasti vuoti al Circolo: « Le persone cosiddette “disadattate” (clochard, ecc…) che continuano a vivere in Ospedale, la cui presenza, ad onor del vero, può risultare fastidiosa però non si è mai rilevata pericolosa. Fino a che punto l’amministrazione comunale può decidere di NON occuparsi (con l’inverno alle porte) di queste persone che più che di assistenza sanitaria hanno bisogno di assistenza sociale (un po’ di ristoro e magari un posto al caldo dove dormire) ?».
Ultimo, ma legato al capitolo trionfale del futuro ospedale del bambino, è quello della carenza di parcheggi attorno al presidio di Giubiano: « Soprattutto intorno al “Del Ponte”, sul quale esprimiamo soddisfazione per la scelta fatta di sviluppare “l’Ospedale del Bambino”, occorre intervenire, dato che la situazione è diventata veramente ingestibile, con notevoli disagi sia dei dipendenti che devono garantire il servizio nelle 24 ore ma anche degli utenti che devono accedere alla struttura e dei cittadini di Giubbiano».
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