Fotovoltaico: nel 2030 lo useranno in tre miliardi
Fiducioso il rapporto della Solar generation 2007. L’Italia ha grandi prospettive di collocarsi, in tempi brevi, tra i primi tre paesi europei nel settore
Secondo il rapporto di Greenpeace, fra 20 anni ci sarà energia solare per mezzo mondo. Il fotovoltaico catturerà 14 miliardi di euro di investimenti entro il 2010. E’ quanto risulta dal Solar generation 2007 ventiduesima edizione della “European Photovoltaic Solar Energy Conference and Exhibition" considerata il più importante convegno del mondo per il settore dell’energia solare La fiera si tiene al polo fieristico Rho e si chiuderà il 7 settembre. Almeno 3000 partecipanti provenienti da 75 Paesi discutono celle spaziali e record di efficienza, nuovi mercati, metodi di produzione e applicazioni, ma anche di politiche, norme e incentivi nel settore del fotovoltaico. I 30 mila mq. di esposizione aperti a 520 aziende e le conferenza coprono l’intera catena del valore dell’energia solare.
Sin dall’introduzione degli emendamenti alla legge sull’energia solare, avvenuta nel febbraio del 2007, con la semplificazione delle procedure , nuovi sistemi di calcolo delle tariffe e l’abolizione della funding cap, in Italia si attende un vero e proprio boom del fotovoltaico. Grazie all’elevato livello di irradiazione solare e alle particolari condizioni di sovvenzionamento, l’Italia ha grandi prospettive di collocarsi, in tempi brevi, tra i primi tre Paesi europei nel settore del fotovoltaico. Per quest’anno si prevede una potenza installata totale da 80 a 100 Megawatt.
Secondo Sven Teske, esperto di fonti per Greenpeace «a livello mondiale l’industria fotovoltaica ha le potenzialità per raggiungere i 300 miliardi di euro di fatturato annuo al 2030. Entro questa data il comparto garantirà 6,5 milioni di posti di lavoro e sarà in grado di soddisfare il 9,4 per cento del fabbisogno di elettricità nel mondo. Saranno 2,9 i miliardi di persone che beneficeranno dell’energia solare nei paesi in via di sviluppo. Con il fotovoltaico possiamo evitare miliardi di tonnellate di CO2 e creare milioni di posti di lavoro. A questo si aggiunge il beneficio di portare elettricità a miliardi di persone che attualmente non sono raggiunte da una rete elettrica. I pannelli solari saranno in grado di produrre elettricità a prezzi sempre più competitivi, e direttamente dove serve, a casa».
Se rimarrà questo tasso di crescita, in alcune aree, il fotovoltaico potrà diventare economicamente competitivo con le fonti fossili tradizionali già dal 2015: «dal 1998 – spiega Greenpeace – il mercato del fotovoltaico si sta sviluppando a un tasso medio del 35 per cento annuo. Nel 2006 la potenza totale installata ha raggiunto il picco di 6.500 MW (appena 1.200 nel 2000). L’industria solare è inoltre fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra del Pianeta. Da qui al 2030 la crescita del fotovoltaico permetterà di risparmiare circa 6,6 miliardi di tonnellate di CO2, pari alle emissioni della Cina in un anno».
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