Gallarate esempio da non imitare
Il commento di Pierluigi Galli, consigliere comunale Ds, sulla città di Gallarate, tra alberi tagliati, rotonde, cemento e islamici che pregano per strada
Riceviamo e pubblichiamo il commento di Pierluigi Galli, consigliere comunale Ds, sulla città di Gallarate, tra alberi tagliati, rotonde, cemento e islamici che pregano per strada
Rivedere la città dopo qualche giorno di vacanza, risentine gli umori e ritrovare i luoghi noti dovrebbe costituire un momento piacevole, anche perché ricaricati dal tempo trascorso in qualche luogo ameno.
Per chi vive a Gallarate le cose sono un po’ diverse.
Lo scorso anno, a proposito di luoghi, è scomparso un viale alberato per fare posto ad un centro commerciale, quest’anno è stata spazzata via la piazza più bella della città per fare posto ai tir diretti ad un altro centro commerciale.
Qualcuno parla di modernità e modernizzazione, altri di favori a privati, qualcuno difende pezzi di storia e qualità della vita, altri brandiscono i tabulati dei voti ricevuti e li trasformano in manganelli figurati da dare in testa a chi non è d’accordo.
Così vanno le cose nelle nostra città, purtroppo con il silenzio assenso di molti, non si sa se indifferenti o rassegnati.
Nel frattempo, a proposito di umori, è ripresa l’annosa questione delle moschea, dapprima tollerata per oltre dieci anni poi, per calcolo politico, divenuta improvvisamente intollerabile e perseguibile.
La comunità islamica, che- piaccia o no- è un dato di fatto e non una parentesi nelle realtà cittadina, dopo essere stata artatamente indotta ad acquisire un edificio per i propri incontri ora è per la strada.
Che fare? Lasciarla per la strada e mettersi le fette di salame sugli occhi? Generare una pericolosa diaspora di persone, tra le quali potrebbe anche esserci qualche testa calda? Indurre sentimenti ostili nelle nuove ed emergenti generazioni degli appartenenti alla comunità? Umiliare e trattare in base ai regolamenti comunali (per altri interessi spesso modificati) o anche in nome del buon senso?
Diventare esempio di ottusità o modello di capacità di governo nei confronti di un problema che ha caratteristiche epocali?
La soluzione è sotto gli occhi di tutti e consiste in un cambio di destinazione d’uso (la maggioranza ne ha approvate almeno dieci per altri scopi e corposi interessi negli ultimi anni) anche temporanea, con precisi vincoli e controlli.
Il desiderio di tutti è una “città bella”, palazzoni e rotonde la stanno abbruttendo, proviamo a trasformarla almeno in una “bella città”, dove si viva in armonia senza distinzione (come recita la Costituzione) di razza o religione.
Pierluigi GalliLa community di VareseNews
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