“Un prete tra i saggi della moschea? E’ il benvenuto”

I musulmani ringraziano il comune per la scelta di destinare nuove aree al culto

Ma non dovevamo farci la guerra per le strade e difendere il nostro territorio palmo a palmo? Invece succede che a Sesto Calende il comune assegna delle aree a musulmani, testimoni di Geova ed evangelici, istituiisce una commissione di controllo con un prete cattolico e guarda un po’ che sorpresa: i musulmani sono pure contenti.

«Il prete è il benvenuto, è una persona piena di umanità ed un vero uomo di Dio». Parole di Mamadou Sylla, 46 anni, da 14 in Italia, senegalese, uno dei responsabili del centro culturale islamico: «La moschea? La pagheremo con i nostri soldi ma avevamo già un locale che funzionava, poi ci si è messa una legge regionale a crearci problemi. E allora abbiamo dovuto cercare una nuova soluzione che è stata trovata grazie anche al fatto che conosciamo questo territorio da tanti anni, e le persone del comune si fidano di noi».

I musulmani avranno un diritto di superficie e potranno costruire un locale per pregare: «Costruiremo un edificio in autofinanziamento, ma è ancora presto perché il comune deve decidere quale area assegnarci». Come troverete i fondi per costruire la moschea, utilizzando anche mutui e prestiti di finanza islamica? «No, non ne sappiamo nulla, noi non abbiamo nessun contatto con situazioni del genere».

L’associazione organizza in tutto70 persone a Sesto Calende e dintorni. Sesto dista 15 chilometri da Gallarate, dove invece il comune e la comunità islamica sono in pieno disaccordo: «Non so chi ha sbagliato, non voglio pronunciarmi, di certo c’è anche una questione politica di fondo».

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Pubblicato il 26 Settembre 2007
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