Alta teconologia: Lombardia meglio di Londra
La nostra regione si posiziona al quarto posto per la percentuale degli occupati nel settore ad elevata conoscenza
Sono oltre 610 mila le persone occupate nei settori ad elevata tecnologia e conoscenza, il 14,3% del numero complessivo di occupati nel mondo del lavoro presenti in Lombardia; una percentuale elevatissima, un vero e proprio esercito di cervelli su cui la nostra regione può contare. Sono solo tre le regioni in Europa che fanno meglio della Lombardia, e sono tutti e 3 in Germania. Parliamo infatti dei tre Lander tedeschi del Baden-Württemberg, del Nordrhein-Westfalen e della Baviera, con più di 1 milione di occupati. Dietro la Lombardia si posizionano invece tutte le altre: dall’Ile de France al 5° posto alla Catalogna al 9°, dal Rhône-Alpes al 19° posto a Londra, che si posiziona solo ventesima. Per quanto riguarda il resto d’Italia troviamo in ottima posizione anche il Piemonte, al 14° posto, l’Emilia-Romagna al 17° e il Veneto al 18°.
La tendenza è comunque in crescita: nel 2006 l’occupazione nei settori avanzati é cresciuta di quasi 8 mila unità rispetto al 2005, al 35° posto come crescita in Europa. Nei soli servizi ad elevata conoscenza in Lombardia lavorano oltre 162 mila persone, nona in classifica, mentre al primo posto troviamo l’Ile de France con oltre 320 mila occupati. Nel settore manifatturiero ad elevata tecnologia sono occupati invece oltre 448 mila persone, 4° posto in Europa, con sul gradino più alto del podio il Baden-Württemberg con oltre 900 mila occupati. Sono questi alcuni dei dati che emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano relativi all’occupazione nei settori ad elevata tecnologia e conoscenza del 2006 in 179 regioni europee.
«Milano e la Lombardia – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – si pongono da sempre come avanguardia a livello nazionale ed europeo, a partire proprio dall’innovazione. Sull’innovazione il nostro territorio vanta infatti posizioni importanti: dal numero di imprese che pensano e che fanno pensare, all’occupazione nei settori ad alta tecnologia e conoscenza. In un mondo tuttavia sempre più interconnesso, e quindi più concorrenziale, occorre fare di più. Servono in particolare iniziative per favorire la nascita delle idee innovative, per ampliare l’apertura verso nuove tecnologie, per investire nella ricerca e nello sviluppo. Una strategia di “fare sistema” che deve coinvolgere anche le istituzioni, a partire da quelle più vicine alle esigenze del territorio»
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