Amato alla Camera: “C’è stata rabbia cieca ed eversiva”

Il ministro dell'Interno ha attaccato il tifo organizzato: "Hanno approfittato dell'uccisione del giovane per scatenarsi"

Colpa del poliziotto, non c’è dubbio. Ma anche colpa del clima che si è creato dopo le notizie diffuse domenica scorsa che hanno messo a ferro e fuoco diverse città in tutta Italia. Il ministro dell’Interno Giuliano Amato dall’aula della Camera ha parlato dell’uccisione del tifoso della Lazio Gabriele Sandri e degli incidenti. Valuterà il magistrato, spiega Amato, che però dà per certi alcuni aspetti, come il fatto che l’agente abbia sparato a due mani e a braccia tese. Amato ha anche detto che l’uccisione del giovane è stata «l’occasione cercata e trovata per rialzare le bandiere ammainate dopo la morte di Raciti. C’è stata rabbia cieca ed eversiva, alimentata dai tam tam – ha aggiunto Amato -. Se non ci fosse stata la rissa in autogrill che ha provocato la reazione dell’agente di Polizia, Sandri sarebbe ancora vivo: questo è frutto del clima che si crea troppo spesso tra tifoserie avversarie, sarebbe tutto diverso se invece che scontarsi bevessero un caffè insieme». Amato ha anche elogiato l’operato della Polizia che ha controllato i violenti, evitando di intervenire con la forza e scongiurando quella che secondo il ministro sarebbe potuta sfociare in una mattanza.   

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Pubblicato il 13 Novembre 2007
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